Le azioni hanno delle conseguenze e Parker, nonostante sia il suo lavoro, quello di scoprire i vari altarini che si nascondono dietro un caso, per cui è stato chiamato a risolvere, spesso si ritrova a rischiare la propria vita lasciando dietro di sè una serie di risentimenti nei suoi confronti.
In questo capitolo Parker dovrà fare i conti con una vendetta indirettamente alla sua persona.

 Chi vuole incastrarlo? 

Il passato torna prepotente, la squadra di Parker e la polizia lavoreranno duramente per assolverlo. Riusciranno a scovare il vero colpevole? 

Un episodio sul filo del rasoio dove il tempo è il peggior nemico.

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Dalla donna non è riuscito a sapere molto e non sa nemmeno se gli abbia tenuto qualcosa nascosto dentro di sé. Certo, a sentire lei, ne è rimasta traumatizzata, ma nel contempo può riprendersi in mano la vita. Nonostante tutto ciò, una cosa è sicura: lei e la figlia Kellie rimangono, fino a prova contraria, immischiati nell’omicidio di Hall Marcus. La polizia brancola nel buio, Parker non è da meno, e questo non va a suo favore, perché finché non si troverà il vero colpevole, il detective rimarrà il sospettato numero uno.

Scavando nel passato di Marcus come imprenditore edile ne viene fuori un tracciato piuttosto torbido. Più volte i suoi cantieri sono stati oggetto della magistratura per infiltrazione mafiosa; si presume che parte dei soldi investiti provenissero da attività illecite, ed esattamente dal commercio di droga. I regolamenti di conti nell’ambiente non sono un’eccezione. Parker questo lo sa benissimo, ma le modalità dell’uccisione di Hall lasciano perplessi. L’ex socio in affari di Marcus è proprietario di un’agenzia di assicurazioni e, guarda caso, nello stesso ramo in cui ha lavorato il defunto uomo. L’esercizio è gestito dal fratello dell’ex socio, nonché malavitoso. Trovare gli argomenti giusti per avere un colloquio col capo non è affatto semplice. Ma per uno come Parker è sufficiente il suo nome per attirare l’attenzione.

«Un’assicurazione per la vita è sempre un buon investimento» dice l’uomo, seduto dietro alla scrivania. All’interno dell’ufficio sono presenti due “palestrati”, le cui figure stonano con l’esercizio pubblico in questione. «Non si sa mai cosa succede, e con il lavoro che fai … non so se rendo l’idea.»

«Perfettamente» risponde Parker, in piedi dinanzi l’atipico assicuratore. «Immagino che tu ce l’abbia.»

«Sicuro! Allora, ti sei deciso?»

«Vorrei parlarne con tuo fratello.»

«E lo cerchi qui?»

«È l’unico posto che conosco.»

«Mi dispiace, facciamo vite separate, non posso darti nessuna notizia al riguardo.»

«Voglio solo delle informazioni.»

«Sbagli a insistere. Se non hai altro da dire, il tuo tempo qui è finito.»

Il detective osserva i due “piantoni” pronti, nel caso lo richiedesse, a buttare fuori con le buone o con le cattive il rompipalle.

«Vorrei parlarle di un suo vecchio amico e socio in affari, un certo Hall Marcus» dice Parker.

L’uomo si acciglia.

«Sei una testa dura. Mi sa che sei in cerca di rogne.»

«Qualcuno, non so se volontariamente o meno, mi ha coinvolto in una brutta situazione; devo uscirne ad ogni costo.»

L’uomo incrocia lo sguardo con i due “piantoni”.

«Lo sbattiamo fuori?» dice uno d loro.

L’uomo fa cenno con la mano di attendere.

«Stai correndo un bel rischio … e non hai nemmeno l’assicurazione per la vita.»

«Riconosco di non essere abbastanza attivo in queste cose, ma non sto qui a pentirmene.»

«Sai assumerti le tue responsabilità?»

«Come sempre!»