FIORI E DINTORNI di Nadia Presotto e Renato Luparia

IL GIARDINO, di Nadia Presotto e Renato Luparia

Il giardino è una parte di terreno coltivato con piante e fiori; un luogo piacevole e accogliente in cui vivere a contatto con la natura.

Il giardino ci dà due sensazioni: una immediata, che è la percezione della bellezza data dallo stile e dall’equilibrio che contiene, l’altra durevole perché si ricorda, rimane nella memoria, data dall’atmosfera e dalla capacità di interpretare il luogo ed il paesaggio.

Lo stile del giardino.

Ma che cos’è lo stile di un giardino? Quando si richiama ad un archetipo che fa parte della storia del giardino: classico, ad esempio il giardino all’italiana nato tra il 1500 ed il 1600. 

Nel giardino all’italiana, come in quello francese, tutto è regolare; il terreno veniva livellato in parti simmetriche e, di conseguenza, le terrazze che si formavano dovevano seguire la conformazione del terreno ed erano arricchite da balaustre e scalinate. Molto usato era il bosso per formare piccole siepi che delineavano meglio il disegno, racchiudevano fiori e spesso anche ghiaia, per una più facile manutenzione. I giardinieri esperti in topiaria, l’arte di potare e allevare le piante in forme geometriche e di fantasia, creavano dei veri capolavori, per non parlare dei grandi labirinti e dei teatri di verzura, formati da siepi molto alte di tasso o alloro con nicchie nelle quali trovavano posto delle statue. Nel giardino all’italiana non mancavano angoli per ripararsi dal sole nelle ore più calde dell’estate, e angoli ben esposti per godere i primi tepori della primavera.

Importanti e di effetto i “parterres”, aiuole rigorosamente simmetriche e sempre delimitate da piccole siepi di bosso.

I viali avevano un grande importanza e quelli ombreggiati da piante ad alto fusto erano sempre alla periferia del giardino, per non danneggiare la prospettiva.

Sedili, statue, vasi, fontane… formavano la decorazione architettonica del giardino. 

Naturale o all’inglese: lo stile inglese prese ispirazione dal paesaggio naturale. Il giardino seguiva l’ondulazione naturale del terreno ed i grandi tappeti erbosi ne diventavano i protagonisti; tra i boschetti di alberi e di arbusti scorrevano ruscelli che si tuffavano nei laghetti nei quali oggi si specchiano le piante acquatiche.

I viali erano comodi e spaziosi con curve larghe: erano banditi gli angoli retti.

Le vedute dovevano essere il più lunghe possibile ed essere godute dall’abitazione o da un tempietto.

Il confine del giardino non era segnato e si doveva confondere con il paesaggio circostante perchè, come ha scritto Russel Page, il grande paesaggista inglese “si può considerare il giardino inglese come l’anticamera di un mondo più vasto di boschi e campi, fattorie, fiumi e colline”.

Verso la fine del 1800 nei giardini inglesi ebbe grande successo il bordo misto, il cui fascino deriva dall’insieme di erbacee perenni, sapientemente progettato ed eseguito. Molto ammirate le sofisticate e monocromatiche bordure di Gertrude Jekyll (Inghilterra 1848-1932, architetto e scrittrice) donna di grande talento,  che insegnò come usare i colori dei fiori e le forme del fogliame per ottenere il passaggio graduale del colore.

I giardini moderni sono diventati spazi in cui vivere. Si è trovato un equilibrio tra la natura e le nostre esigenze. Sono luoghi in cui non si coltivano solo i fiori che si ammirano per il loro colore, forma e profumo o le piante per il fogliame, ma anche le verdure ed i frutti per la tavola. Luoghi che ci permettono di soggiornare all’aperto nella bella stagione, dove i bambini possono giocare; sono “rifugi” nei quali trovare un po’ di tranquillità, si può cucinare, pranzare, chiacchierare, osservare il trascorrere delle stagioni e svolgere quell’attività a contatto con la natura, il giardinaggio che, nonostante le fatiche, dona tante soddisfazioni, non solo agli occhi ma anche allo spirito. 

I giardini moderni  “dialogano” con la casa, di cui formano parte integrante, e con il paesaggio, sia come scenografia che come caratteristiche vegetali.

Le nuove tendenze hanno introdotto, anche in Italia, i giardini cinesi e giapponesi, di millenaria storia. La grande protagonista è l’acqua, dispensatrice di energia. Le forme del giardino devono essere curve ed i materiali naturali, come pietra, sabbia e legno.

Per creare un angolo o un piccolo giardino orientale, basteranno qualche pietra, una vaschetta d’acqua, un acero giapponese, che in autunno s’infiamma, e qualche bambù. Si acquisisce un’atmosfera magica che invita a sognare.