– Il Fatto Quotidiano

La memoria al Consiglio di Stato del ministero guidato da Roberto Cingolani, attraverso l’Avvocatura dello Stato, ha definito così la sentenza che aveva ordinato lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo perché responsabili dello “stato di grave pericolo” in cui vivono i cittadini:

“Nessun approfondimento su rapporto tra emissioni e determinate patologie”. Il sindaco di Taranto: “Già chiaro che non saranno alleati in questa battaglia di civiltà”. Bonelli (Verdi):

“Si iscrivono al lungo elenco di negazionisti”di Francesco Casula | 19 APRILE 2021

Una sentenza “ideologica” che “deve ritenersi erronea”. Così il ministero della Transizione ecologica, attraverso l’Avvocatura dello Stato, ha definito la sentenza del Tar di Lecce che lo scorso 13 febbraio aveva ordinato lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro 60 giorni perché responsabile dello “stato di grave pericolo” in cui vivono i cittadini a causa del “sempre più frequente ripetersi di emissioni nocive ricollegabili direttamente all’attività del siderurgico”.

Il ministero guidato da Roberto Cingolani ha depositato una memoria al Consiglio di Stato che il 13 maggio prossimo dovrà decidere se confermare o meno lo stop alle attività produttive dello stabilimento.

Sorgente: Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: “Sentenza ideologica” – Il Fatto Quotidiano