– Il Fatto Quotidiano

Alle 17 è previsto il confronto che avrà all’ordine del giorno il ritorno di tutti i ragazzi alle lezioni in presenza e il trasporto pubblico locale. Dopo le perplessità dei sindacati, anche i governatori frenano e Fedriga avverte: “Meglio dire i limiti con chiarezza”.

Agostino Miozzo, consulente del ministro dell’Istruzione, difende la scelta: “Con le riaperture le aggregazioni extrascolastiche sono molto più pericolose”. Si valutano gli orari scaglionati e l’uso dei test salivari per controlli a campione

di Daniele Fiori | 20 APRILE 2021

“Poche settimane e saremo costretti a nuove chiusure”: i dati del matematico del Cnr Sebastiani. “Calo dei casi? Già ora in frenata” Covid, Mantovani (Humanitas): “Ancora troppi contagi e pochi vaccini, riapertura preoccupa.

Sì a prendere rischi, ma solo per le scuole”Parte il conto alla rovescia che porterà verso il Consiglio dei ministri – che si dovrebbe tenere tra mercoledì e giovedì – per varare il decreto legge Riaperture.

Nelle prossime ore si riunirà il Comitato tecnico scientifico, poi alle 17 è previsto il confronto con le Regioni, che avrà tra gli argomenti all’ordine del giorno il ritorno dei ragazzi a scuola e il trasporto pubblico locale: il governo sta studiando le misure da mettere in campo per rendere sicuro il rientro della totalità degli alunni in classe dal 26 aprile.

Sulla data, che fa già tremare molti dirigenti scolastici e preoccupa i sindacati, esprimono la loro contrarietà anche Regioni ed Enti locali. È una “equazione insostenibile pretendere che i mezzi abbiano un riempimento al 50% se gli studenti rientrano a scuola al 100%“, ha detto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, alla trasmissione ‘Buongiorno 24’ su SkyTg24.

“Ci dovrà essere un mix di soluzioni che non dev’essere solo sul trasporto pubblico locale – ha avvertito lunedì il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga – ma anche sull’organizzazione scolastica e sulle altre misure che prevedono una modulazione delle percentuali.

Meglio dire i limiti con chiarezza e serietà altrimenti non si risolvono i problemi”. Tra le ipotesi sul tavolo, quella di orari scaglionati per le entrate negli istituti, mantenendo il 50% di presenza sui mezzi rispetto alla capienza.

Oppure, per non rischiare di aumentare questa stessa percentuale, chiedere (anche se i tempi sarebbero troppo stretti) un potenziamento di mezzi e numero di personale.

Poi i test salivari rapidi agli studenti per eseguire controlli a campione e consentire il tracciamento.

Sorgente: Riaperture, Regioni contro il rientro a scuola: oggi il vertice col governo. Fontana: “Trasporti al 50% e alunni in classe al 100%, insostenibile” – Il Fatto Quotidiano