– Il Fatto Quotidiano

Nel 2000 le big europee presero il comando della principale competizione per club a livello continentale: un esperimento, osteggiato più volte dalla Fiba, e nonostante questo giunto alla 21esima edizione.

I club e le leghe sono stati spinti verso una maggiore professionalizzazione nella gestione di società, comunicazione, marketing, impianti ed eventi, con regole sempre più stringenti sulle capienze minime e i servizi da offrire.

Un treno che l’Italia ha in buona parte persodi Pietro Scibetta | 20 APRILE 2021

La Superlega è sbagliata: nel calcio è la sofferenza che fa girare i soldi, non lo spettacolo Superlega europea, ci sono tanti indignati che non se lo possono permettere Superlega, Barclays: “Vivendi e Sky le emittenti più colpite dalla rivoluzione dei diritti tv. Vantaggi nel breve per Mediaset” La Superlega fa gol in Borsa.

Volano i titoli di Juventus e Manchester Utd. La nuova formula porterebbe 4 miliardi nelle casse dei club Superlega, la Serie A con 3 vincitori in 20 anni e il ‘caso Olimpia’: un po’ di fatti dopo l’indignazioneIl dibattito sulla nascita della European Super League di calcio non è nuovo a chi mastica di dinamiche sportive, della sua politica e delle sue ragioni economiche.

Qualcosa di simile nei fatti è già avvenuto nel 2000, quando invece del temuto Millennium Bug nacque la moderna Euroleague Basketball che prese, di fatto e di forza, il comando della principale competizione per club a livello continentale.

Successe in un momento molto particolare, proprio quando la federazione internazionale (FIBA) stava per varare un nuovo modello di competizione: la SuproLeague, definita la realizzazione di un sogno dall’allora segretario generale Boris Stankovic e invece avvertita come un incubo dai maggiori club europei, che misero in piedi in pochi mesi un nuovo modello di competizione iniziando una battaglia tutt’ora in corso con le massime istituzioni sportive.

Lo scisma e la partnership con Mediapro – Un’Eurolega che oggi è molto diversa da quello che era alla sua nascita: alla prima edizione presero parte 24 squadre suddivise in 6 gironi, le italiane erano 4 (Virtus e Fortitudo Bologna, Treviso e Verona) e rappresentavano il meglio di quanto aveva espresso il campionato.

Nell’edizione attuale le squadre sono 18, si gioca a girone unico e a rappresentare l’Italia è rimasta l’Olimpia Milano, in una competizione che ha visto negli anni non solo moltissimi cambiamenti di format ma anche nelle modalità di accesso: dalla qualificazione in base alla classifica del campionato a un sistema di ranking che garantiva un accesso pluriennale fino a ciò che l’Eurolega è oggi, con licenze decennali.

Se nel caso della European Super League del calcio si è già esposta JP Morgan come finanziatrice, l’Eurolega nel 2000 aveva Telefonica, che garantiva allora 35 milioni annui per cinque anni da distribuire ai club con il doppio ruolo di “banca” e quello più attivo nella commercializzazione dei diritti media.

Di produzione e distribuzione del prodotto si occupava invece Mediapro (nome oggi molto noto agli appassionati di calcio): i tre soggetti – Euroleague Basketball, Telefonica e Mediapro – fondarono Euroleague Marketing con lo scopo di unirsi nella gestione di questo cruciale comparto.

Sorgente: Superlega, il precedente del basket: lo scisma (vincente) dell’Eurolega per gestire le coppe puntando su marketing, impianti ed eventi – Il Fatto Quotidiano