Le è sempre piaciuto viaggiare in treno. Non si deve concentrare sulla guida, può fare quello che le pare.

Guardare dal finestrino, dormire, riflettere. O leggere.

E ha sempre letto molto. E il treno è il posto ideale.

Entra nella sua storia: uno scrollone ogni tanto, ma il libro ben saldo tra le mie mani, i suoi personaggi che l’accompagnano in questa meravigliosa avventura.

Il viaggio procede lasciando alle spalle colline e campagne verso la città nuova.

Ogni tanto deve alzare gli occhi per non sbagliare, non c’è nessuno a dirle di scendere.

E non vuole perdersi il suo amore.

Per capire l’amore bisogna capire se stessi.

Lei non è sicura di aver capito molto di questa storia, ma vuole vederci chiaro.

Quando fa buio e i treni sono fermi sui binari morti, un uomo sale e si fa un giro per le carrozze.

Scende dopo un po’ con una borsa gialla, di quelle robuste, per la spesa, ma non ha fatto acquisti.

Ci ha messo dei libri.

Usati, dimenticati da gente distratta, o che legge senza passione.

Adesso il treno è fermo, segnale rosso.

Lei chiude frettolosamente il libro e si sporge a guardare.

Poi, un’occhiata al display del cellulare per vedere che ora è, si sta facendo buio, le giornate si stanno allungando ma la primavera non è ancora arrivata.

Lei, con aria ansiosa, incrocia lo sguardo di lui, con gli occhi dolci e l’aspetto non proprio curato.

Lei nota quel borsone e un libro tra le mani di lui, mani che devono aver lavorato molto.

L’aria vissuta di quell’uomo le mette molta sicurezza.

L’aria un po’ impaurita di quella donna gli fa molta tenerezza.

Il treno tarda a ripartire e, non si sa perché, si ritrovano seduti accanto.

Non resta che chiacchierare un po’, per passare il tempo.

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L’uomo torna a casa e invia un messaggio.

Domani, sotto l’androne di casa sua.

Con altri libri, sullo stesso binario.