Questa donna si chiamava Nadia De Munari, 50 anni, oltre metà dei quali spesi come missionaria laica al servizio dei bambini tra i più poveri del Sud America, in Perù, 10mila chilometri lontano dalla sua Schio (Vicenza), da cui era partita nel 1995 per dedicare la sua esistenza a chi ne ha davvero bisogno.

E lo ha fatto instancabilmente per 26 anni, fino a pochi giorni fa, quando è stata massacrata nel sonno a colpi di machete da una banda di criminali, forse per una rapina. C’è chi dice che abbiano anche tentato di strangolarla con una corda di metallo. Quello che si sa è che l’hanno trovata nella sua stanza in un lago di sangue, agonizzante, incosciente, ma ancora viva.

Nadia De Munari è morta oggi dopo quattro giorni di agonia all’ospedale di Lima, dove era stata trasferita in condizioni ormai disperate.

Hanno ammazzato una donna straordinaria, una missionaria, una di quelle che era andata ad aiutarli davvero “a casa loro” (non a parole). Responsabile del centro “Mamma mia”, per anni ha portato cibo a chi ne aveva bisogno e formava a sua volta insegnanti per l’educazione dei bambini di Nuevo Chimbote, una delle periferie più degradate e difficili del Perù.

Una fine atroce, per una persona eccezionale. Una morte straziante per una vita consacrata alle vite degli altri.

Se ne va un pezzo dell’Italia migliore.
E davvero non è solo un modo di dire.

Post di Lorenzo Tosa