Autorizzare misure straordinarie di contenimento: 6 persone su 10 ne hanno paura  

La misura è colma, servono ordinanze d’emergenza che permettano ai sindaci di intervenire

Situazione cinghiali arrivata alla saturazione, le misure di contenimento non possono più aspettare e il pericolo di trasmissione di malattie a uomini e animali è ormai un vero e proprio SOS.

Numerosi studi, infatti, hanno dimostrato la presenza nel sangue di diverse popolazioni di cinghiali di anticorpi per virus a carattere zoonosico, ovvero quelle malattie infettive che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo. Tra i più importanti virus in grado di passare dal cinghiale all’uomo c’è sicuramente quello responsabile dell’epatite E, il virus dell’influenza suina e quello dell’encefalite Giapponese.

“Una così elevata presenza di cinghiali sui territori è un pericolo per l’introduzione del virus della Peste suina Africana ed anche per la diffusione di malattie infettive batteriche all’uomo. Un numero insostenibile per le nostre imprese e per la sicurezza dei cittadini che sta compromettendo anche l’equilibrio ambientale di vaste aree territoriali, anche in zone ad elevato pregio naturalistico”, è quanto evidenziano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo rispetto al numero di esemplari di cinghiali sul territorio che rappresentano sempre più un rischio, non solo per le coltivazioni, ma anche per i cittadini.

I cinghiali causano ingenti danni all’agricoltura che non vengono neppure coperti dagli indennizzi perché la perdita di reddito arrecata agli imprenditori va ben oltre il valore del risarcimento ottenibile. “A risentirne è anche la funzionalità degli ecosistemi per questo ribadiamo l’urgenza ad intervenire, con un approccio integrato, un pacchetto di azioni che se da un lato deve agire sulla riduzione sia numerica, che spaziale, dall’altro deve concretizzarsi in provvedimenti che possano consentire anche ai sindaci l’adozione di ordinanze di emergenza per autorizzare misure straordinarie di contenimento”, continuano Bianco e Rampazzo.

Sull’argomento l’indagine Coldiretti/Ixè evidenzia come siano, in primis, proprio cittadini ad essere spaventati dalla presenza dei cinghiali: oltre 6 su 10 (62%) ne hanno paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona “infestata” da questi animali. Una situazione arrivata al limite tanto che più di 8 su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

 

 

 

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