ROCCO SALERNO, Dolce, misteriosa essenza dell’universo, Macabor, 2021, prefazione di Claudia Manuela Turco, postfazione di Antonio Spagnuolo

Una piccola persona 

(Prefazione)

In precedenza avevo già avuto occasione di conoscere Bambolo, il gatto claudicante protagonista di questo libro, poiché la poesia “Come un dondolio” compare nell’antologia Bellezza senza vanità – Poesie d’amore per gli animali (Macabor Editore, 2021) da me curata. 

Rocco Salerno riesce con pochi versi, con poche parole accuratamente cesellate, a far immaginare al lettore l’intera storia, e con poche pennellate riesce a restituirci un vivido ritratto del felino che gli ha catturato il cuore.

Una storia fatta di apparizioni e sparizioni, di strazianti attese e appaganti ricongiungimenti, in un gioco che dà tormento e dilania. 

L’autore, catturando la Dolce, misteriosa essenza dell’Universo, fa sua una convinzione di molti, ovvero che gli amanti degli animali siano più vicini a dio. 

I luoghi assorbono le vibrazioni che Bambolo emana: tutto acquista un senso al suo passaggio, i vuoti si riempiono, le amarezze vengono messe da parte. La sua bellezza genera meraviglia («si gira come un piumino / innevando il cortile / su cui pure ha lasciato / qualche avanzo / della sua grazia»), ma soprattutto assistiamo al trionfo della bellezza sul dolore. 

Gli occhi dell’uomo, grazie alla presenza di questo gatto speciale, catturano scenari paradisiaci e anche il cortile diviene una piccola oasi felice: Bambolo è armonia, Bambolo è pace, Bambolo è il sole. 

La condivisione riguarda non solo spazi e oggetti, al punto che l’autore parla di stessa anima, e si tratta di anima francescana. 

Non serve molto per poter vivere serenamente. Gli animali sono come «stelle scagliate sulla nostra terra desolata»; portano luce. 

Gli occhi fosforescenti di Bambolo custodiscono la cura. La felicità che egli comunica a ogni nuovo incontro pervade l’anima del poeta; i suoi sensi ne escono vivificati. 

Il gatto non ha bisogno delle parole, trova sempre il modo per esprimere la sua gratitudine per ogni più piccolo dono che riceve, e si dimostra attento anche ai bisogni degli altri, sia umani che animali (per esempio, non sottrae il cibo a chi è affamato). 

Il momento del pasto di solito è occasione speciale. Se così non è, aumenta la preoccupazione di chi scrive, mentre cresce il bisogno di dare protezione, di tenere al riparo dai pericoli l’indifesa creatura. Ed ecco, allora, il poeta che spia il protagonista di questi versi, segue quei passi felpati per scoprire dove portano, per capire quale giaciglio e quali scenari possano accogliere Bambolo quando non si sa dove sia. 

Il gatto forse non sa quale sia la pena dell’uomo che lo attende e lo accoglie, ma di certo custodisce segreti almeno altrettanto importanti e conosce i lati oscuri della vita («e se ferinità umana o macchina incauta / ti abbia azzoppato / non sapremo mai»). 

Il tempo fa il suo corso, Natale è alle spalle, giunge un nuovo anno. La favola non avrà più un seguito, probabilmente per colpa di qualcuno. 

La fine non può mai essere felice, indolore. 

Arriva il lutto, lutto vero, lutto pieno. 

Come per una persona speciale, perché Bambolo è una piccola persona. 

Una piccola persona dall’anima immensa. 

E la sua Dolce, misteriosa essenza non può scomparire dall’Universo

Claudia Manuela Turco

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