MARCIAPIEDI DI CIELO, di Vittoriano Borrelli

Una delle canzoni più reazionarie del mio repertorio, espressione di una contestazione post-sessantottina incentrata soprattutto sul dissenso socio-culturale. Irriverente e anticonformista, “Marciapiedi di cielo” è il ritratto dell’ipocrisia allo stato puro contro cui la ribellione sembra essere l’unica arma per combatterla.

MARCIAPEDI DI CIELO

(V. Borrelli)

E se un prete ha le occhiaie per un mattino di sesso

e ha sconvolto la sua vita per cercare se stesso

se si è prostituito davanti al suo Dio 

dimmi se il suo cielo è un notturno più vero

Se la donna che hai accanto sputa sempre veleno 

e magari di notte ha qualche anno di meno 

se si sente frustrata per insoddisfazione 

dimmi se il suo cielo ha cambiato colore 

Lungo i marciapiedi di una corrotta esistenza 

due ragazzi si svegliano e si ammazzano a vicenda

tra i falò di qualche anima dispersa 

c’è qualcosa da scordare e una vita da cambiare 

Sui marciapiedi di cielo 

il mio tempo si fa sempre blu 

luna di carta una stella di latta 

nel ritratto ci sei anche tu 

Sui marciapiedi di cielo 

con un passaggio si arriva più in là 

facce smarrite e non si ride 

nel ritratto ci sei sempre tu 

Se una madre racconta se stessa a una figlia 

e magari si accorge che non le somiglia 

se non ha più una lira e va a fare la vita 

dimmi se il suo cielo è una gabbia di vetro 

Se t’inventi un rapporto e non ti riconosci 

se per gli altri tu resti soltanto un istante 

e non hai che una meta distante 

dimmi se questi giorni sono sempre ritorni 

Sui marciapiedi di cielo 

tra i lampioni e i binari dei tram 

c’è gente truccata di rassegnazione 

sta seduta per ore in un bar 

Sui marciapiedi di cielo 

sulle rive di un’altra realtà 

qualche canzone e un rimpianto di più 

un’idea che non pensa più 

Sui marciapiedi di cielo 

il mio tempo si fa sempre blu 

luna di carta una stella di latta 

nel ritratto ci sei anche tu 

Sui marciapiedi di cielo 

con un passaggio si arriva più in là 

facce smarrite e non si ride 

nel ritratto ci sei sempre tu 

nel ritratto ci sei sempre tu 

nel ritratto ci sei sempre tu

(Tratto da “Le parole del mio tempo”)

(Puoi ascoltare il brano anche da qui: Le mie canzoni sono differenti)