La seconda scelta a volte è meglio della prima, ma altre volte rimaniamo delusi, l’importante è non mollare mai prima o seconda scelta i progetti in qualche modo devono essere portati avanti sino alla conclusione. In seguito troveremo sempre il modo di rifarci… Ciao Gregorio, interessanti come sempre i tuoi racconti, riflessioni, ecc.

Pier Carlo Lava

Gregorio Asero: IL PROGETTO DELLA FELICITÀ

Un poco di filosofia spiccia 

IL PROGETTO DELLA FELICITÀ  

Molto spesso, un progetto o un sogno che abbiamo in mente di realizzare nella nostra immaginazione ha un solo percorso, al contrario nella vita reale può percorrere diverse strade, diverse ramificazioni; e la confusione o l’indecisione che genera l’eventuale scelta può annullare la gioia, la felicità, che avevamo al momento della nascita del progetto. 

Voglio dire che, nonostante tutto, se si desidera ancora realizzare tale progetto, può mancare, a volte, a causa di questi nuovi percorsi, la forza o la capacità di poterla realizzare. Per cui non ci resta sfortunatamente che cercare di annullare a poco a poco il desiderio di vedere realizzato tale progetto. 

Può capitare, al contrario, nel caso si riuscissero ad avere dopo qualche tempo i mezzi materiali per realizzare tale progetto, che purtroppo la voglia di concretizzarlo sia scemata. 

Allora capita che diamo la colpa al destino che non ha voluto che tale progetto avesse il suo natale; e allora ci affanniamo alla ricerca di un nuovo progetto che nulla ha a che fare con quello sognato, in pratica cerchiamo una nuova felicità, una nuova gioia in qualcosa che sia alternativa. Siccome pensiamo che la ricerca della nuova strada sia solo una soluzione minore non ci rendiamo conto che la nuova gioia può avere comunque il suo compimento finale. 

Bisogna, a mio modo di vedere, riuscire a superare le circostanze che portano questo malessere e allora la lotta per la felicità a poco a poco deve tendere a far cambiare il nostro cuore, ma esso purtroppo non ha avuto il tempo di metabolizzare tale cambiamento, e se il cambiamento è stato troppo rapido il possesso della nuova felicità non ci appaga rispetto a quello che si sognava. Quindi attraverso un diabolico gioco di luci e ombre ci auto-inganniamo credendo che tale felicità sia meno lieta di quella sognata, e come antidoto la nostra mente crea una specie di rimedio, facendoci credere che la vera felicità non esiste. Invece noi dovremmo imparare a capire che la vera felicità esiste e si realizza anche attraverso il percorso dell’infelicità.  

Gregorio Asero

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