Romanzo breve, che vi terrà sul filo del rasoio, una trappola che vi coinvolgerà fino all’ultimo rigo.Come lo stesso titolo del romanzo breve preannuncia, tutto accade durante le ore notturne, una cena seguita da una passeggiata si trasformerà in una corsa adrenalinica. Lo scrittore sapientemente muove i fili dei vari personaggi, dando a ognuno una voce e una personalità ben distinta. La notte che col suo manto incombe sulla città assopita, nelle sue strade si gioca una dura partita, come in una scacchiera i pedoni si muoveranno per vincere.Chi ci riuscirà?Non ci sono regole, ogni angolo buio diventerà una fortezza e una salvezza, oppure no?Braccati e inseguiti, prede e predatori, una corsa, un traguardo.La luce riuscirà a offuscare le tenebre o sarà il contrario?

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L’uomo è nato per creare.

La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.

(Michael Novak)

Una lettura semplice e lineare, quella che il nostro autore propone al proprio lettore con questo romanzo noir.

Realismo e finzione guidano e accompagnano questo lavoro, esso rispecchia totalmente la fantasia dell’autore che, attraverso dialoghi scorrevoli, accompagna e conduce il lettore fin dentro il romanzo stesso.

La fantasia, infatti, motiva tutto il noir, la situazione originale a quella finale, la credibilità degli eventi, la minuziosa descrizione delle azioni e dei luoghi.

Il contenuto graffiante permette di entrare dentro ogni singolo personaggio senza lasciare per scontato nulla, nemmeno il finale dei protagonisti appare lasciato al caso.

Questo costante elemento di mistero appassiona il lettore, che nel proseguo della lettura lo coinvolge emotivamente.

Un noir classico lo definirei, certamente coinvolgente.

Fa da sfondo alla storia una qualsiasi città metropolitana, con i rischi e pericoli che la notte in essa nasconde. Quasi una ambientazione classica, dove trovano naturale collocazione: la sensazione di paura, il buio, il vicolo chiuso senza uscita.

Raccontare, appassionare, OSARE NUOVE IMPRESE, spinge e accompagna l’autore in questo suo romanzo; a lui l’augurio di ogni successo, al lettore appassionato l’invito ad un’accattivante lettura.

Dott. Luigi  Lo Mascolo

Sembra un labirinto senza via d’uscita. Si ritrova in posti e angoli della città che non aveva mai conosciuto e venirne fuori, in condizioni di estrema tensione, non è per nulla facile. L’unica nota positiva in questa triste avventura è il trascorrere del tempo, il fatto che fino ad ora è riuscita a farla franca, nonostante che la paura non l’abbia mollata un solo istante. È sicura di aver seminato i due inseguitori, ma, Carla, fermatasi a riprendere fiato in un tratto del centro storico poco illuminato, è altrettanto consapevole che la strada per la salvezza è ancora lunga e tortuosa.

Testa rasata ha tentato diverse volte di rimettersi in piedi, ma un dolore lancinante al costato glielo impedisce. Un flebile sorriso appare sul suo volto, non appena vede apparire dinanzi il leader del gruppo.

«Sono felice di rivederti.»

«Anch’io. Come stai?»

«Di merda! Sto di merda! Non riesco a muovermi; quel figlio di puttana mi ha frantumato le ossa del torace.»

«La pagherà cara, te l’assicuro.»

«Voglio che me lo portiate qua, desidero strappargli le budella!»

«Certo.»

«È ancora latitante?»

«Già. Ma ancora per poco.»

«E la ragazza?»

«Anche.»

«È più dura del previsto» osserva con amarezza testa rasata.

«Be’, abbiamo sottovalutato la cosa … » risponde il giovane robusto.

«Ha preso la mia pistola e il cellulare.»

«Sì, lo so.»

«Ma lui già possedeva una pistola; questo non ti dice nulla?»

«Cosa dovrebbe dirmi?»

«Non tutti vanno in giro con una pistola, non ti pare?»

«Forse lo fa per difesa personale, magari sarà un appassionato di armi; e chi lo sa, potrebbe essere un uomo d’affari … »

«Non mi sembra un uomo d’affari.»

«l’apparenza a volte inganna.»

«Potrebbe essere uno del giro, un malavitoso.»

«Ci credo poco; cosa te lo fa pensare?»

«Il modo come impugna l’arma, la sua determinazione; non è una cosa che appartiene a tutti.»

«Si eserciterà al poligono, sarà uno di quelli fissati che credano di farsi giustizia da soli; quando lo riacciufferemo gli faremo passare questa mania di grandezza.»

«E se non riuscissimo a prenderlo? La città quanto prima si sveglierà.»

«Lo prenderemo, lui e la sua amica, a costo di mettere la città sotto sopra.»

«Mi dispiace non potervi aiutare.»

«Tranquillo, devi pensare a rimetterti su.»

«Credo che dovrò andare in ospedale, da solo non ce la farò.»

«Ok. Dopo ti accompagneremo noi. Non provare ad alzarti.»

«Nemmeno ci penso; il dolore che provo è insopportabile!»

«A dopo.»

«Attenderò con ansia di rivedere quel figlio di puttana!»

Il leader, prima di allontanarsi, lo rassicura con un sorriso.