Celebrato da film e da canzoni, vissuto da tutti i romani, nato tra i primi bric a brac in Europa, il mercato di Porta Portese la domenica mattina è oggetto non solo dell’interesse dei romani ma sempre più occasione di visita turistica. Ogni domenica migliaia di persone gironzolano tra banchi di abbigliamento, nuovo o usato, oggettistica e merci varie, biciclette e accessori da moto e auto, militaria, reperti di antiquariato, modernariato e collezionismo.

Il Mercato di Porta Portese, benchè si sviluppi per circa due chilometri lineari, prende nome dall’omonima porta così denominata perchè introduceva alla via Portuense, la strada di collegamento tra Roma e il porto di Fiumicino già all’epoca imperiale (vedi Porto di Traiano e ancora prima il Porto di Claudio). Insomma, era la Porta del Porto, ruolo riconfermato anche con la realizzazione del Porto di Ripa Grande sorto un po’ più distaccato dal porto fluviale dell’epoca romana. La prima porta di cui si ha notizia risaliva ai tempi di Onorio (620 circa) e fu distrutta nel 1643 con papa Urbano VIII e completata da Innocenzo X (1644/1655).

 Celebrato da film e da canzoni, vissuto da tutti i romani, nato tra i primi bric a brac in Europa, il mercato di Porta Portese la domenica mattina è oggetto non solo dell’interesse dei romani ma sempre più occasione di visita turistica. Ogni domenica migliaia di persone gironzolano tra banchi di abbigliamento, nuovo o usato, oggettistica e merci varie, biciclette e accessori da moto e auto, militaria, reperti di antiquariato, modernariato e collezionismo.

Una volta Porta Portese era il luogo degli affari e un po’ meno delle fregature, del “pacco” rifilato da venditori scaltri più del compratore. Oggi la fregatura è molto più frequente ma il piacere di passeggiare tra quei banchi resiste nel tempo. “Il mercato sopravvive alla decadenza proprio soltanto grazie a quel marasma di uomini e cose che ogni domenica all’alba si riversa su un numero sempre più crescente di strade” scrive Ilaria Beltramme sul manualetto “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita“. Come in tutti i mercati delle pulci per uscirne da vincitori in un affare, è importante “trattare fino allo stremo, farsi mandare a quel paese, magari, pur di ottenere ciò che si vuole. Perchè – scrive Beltramme – decadenza oppure no, il bello di Porta Portese è che è un gran calderone di cose e di gente, un mischia mischia di classi sociali e culture, miserie e nobiltà“.

Il Mercato di Porta Portese di Roma, dunque, come Portobello Road di Londra, il Rastro a Madrid o il Marchés aux Puces di Parigi: nella capitale francese ce ne sono ben quattro, il più importante dei quali è quello di Saint-Ouen. E su quell’esempio anche Roma ha raddoppiato: il quadrante est della città è servito dal mercato domenicale di via Palmiro Togliatti.

 Secondo l’ultimo censimento di Porta Portese (effettuato nel 2007), all’interno del mercato operano 714 commercianti con regolare licenza e circa 400 frequentatori non assegnatari di postazione. Per definire la “completezza” dell’offerta, si dice che a Porta Portese “puoi trovare di tutto dalla pillola al Jumbo Jet”.

Il mercato apre i battenti tutte le domeniche alle 6:00 della mattina e si svolge fino alle 14:00 ma come ben sanno i collezionisti, i migliori affari si fanno all’apertura o nei minuti che precedono la chiusura: nel primo caso vince la varietà, nel secondo il prezzo. Tra i banchi di Porta Portese non è infrequente avvistare personaggi vip che curiosano le mercanzie esposte, anche se nascosti dietro grossi occhiali neri e cappellini calcati sul capo. Tra i frequentatori figurano, infatti, l’ex banchiere e ministro Lamberto Dini o l’ex premier Enrico Letta che, come Pierfrancesco Favino, altro frequentatore del mercato delle pulci, abita a Testaccio, sulla sponda opposta del Tevere. A volte si può incontrare anche il regista Paolo Virzì che, in estate, ama gustarsi Roma in bicicletta.(WEB)