Provo autentico dolore nell’ apprendere della scomparsa di Franco Battiato. Un grande musicista che ha accompagnato la mia vita , a partire dall’ adolescenza, quando pubblicò BANDIERA BIANCA, che ascoltavo per ore dall’ LP nello stereo del compianto Vincenzo Abello.

I suoi testi e le sue melodie orientaleggianti mi colpivano profondamente in un miscuglio di emozioni intense.

È stato uno dei più Grandi della musica italiana.

Innovatore, precursore, genio totale. Dalla fine dei Settanta a tutti gli Ottanta e larga parte dei Novanta, Franco Battiato è stato artista di estrema bellezza. Da solo, con altri (Giusto Pio su tutti) e per altri (Milva, Alice, Giuni Russo, ma anche gli arrangiamenti enormi per Polli di allevamento di Gaber).

Ha creato immagini poetiche con i governatori della Libia, i cammelli in una grondaia, i cinghiali bianchi.

Ora è volato via davvero.

Magari sta già percorrendo la Prospettiva Nevski. Magari ha già incontrato Igor Stravinskij. Di sicuro sta già tracciando “Voli imprevedibili ed ascese velocissime/ Traiettorie impercettibili e codici di geometria esistenziale”.

( cit. Andrea Scanzi)

Grazie, Maestro, per l’ incanto che ci hai regalato.