Di Giovanna Fileccia

Abbiamo estremo bisogno di superare le correnti gravitazionali, percorrere lo spazio andare verso la luce. Chi muore non invecchia lo so bene io… ma che ve lo dico a fare? Lo sappiamo tutti. La musica di Franco Battiato rimarrà sempre giovane perché è unica, originale, profonda capace di superare la barriera del muro che ci siamo costruiti attorno. Un muro che non ci fa vivere l’entusiasmo della vita. Volevo scrivere un omaggio a Battiato che oggi ha superato il buio, e invece mi esce una riflessione emozionale. Ma va bene così, sono certa che lui avrebbe apprezzato il mio divagare, avrebbe avuto cura di ascoltarmi e, se avesse potuto mi avrebbe sollevato dal dolore. Divago ancora, perché non parlo più di Battiato, no, ma di colui che non c’è… e qui mi fermo, non voglio dire troppo. Anni fa ho parlato di cultura come cura e ho letto le parole di Battiato. Le so a memoria e le scrivo qui senza virgole, senza pause perché avere cura di qualcuno è un processo continuo che non si ferma mai: “Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore Dalle ossessioni delle tue manie Supererò le correnti gravitazionali Lo spazio e la luce per non farti invecchiare E guarirai da tutte le malattie Perché sei un essere speciale Ed io, avrò cura di te “
Giovanna Fileccia

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