di Anna Pasquini

Incontriamo oggi lo scrittore Enrico Graglia, autore del libro: “Il cerchio di pietre”, edizioni GoWare, un thriller fantasy, ricco di colpi di scena e atmosfere dark, dove il protagonista, il giovane Vincenzo, vive un vero e proprio percorso di crescita personale e emotivo…ma andiamo a scoprire meglio il libro e il suo creatore…

1. Ciao Enrico, presentati ai nostri lettori.

Buongiorno a tutti, sono Enrico Graglia, autore del romanzo “Il Cerchio di Pietre”, una storia dark ambientata in Italia. La scrittura per me è una necessità e riveste un ruolo sempre più importante nella mia vita, perché quando scrivo sento di stare impiegando bene il mio tempo… e credo che il tempo sia la nostra risorsa più importante. Prima di essere uno scrittore, sono un lettore: non ricordo di aver trascorso un solo giorno senza un libro in mano. Leggo di tutto, dalla narrativa, alla saggistica, ai fumetti. E mi piace parlarne, condividere le mie letture con altri appassionati, cosa che faccio sia sul mio canale YouTube “I libri di Enrico Graglia”, che sulle omonime pagine Facebook e Instagram. Se vi va, ci vediamo lì.

2. Come è nato il tuo romanzo? Quanto hai impiegato a sviluppare la trama?

Come Vincenzo, uno dei tre protagonisti del romanzo, anch’io da ragazzo andavo al fiume con gli amici; un giorno ho trovato un punto in cui l’acqua era più profonda e scura e ho immaginato che qualcosa si nascondesse là sotto. Ci sono voluti anni per capire di cosa potesse trattarsi, ma quella è stata la prima immagine, l’idea di base da cui si è poi sviluppata l’intera trama. Le fonti di ispirazione in corso d’opera sono state moltissime: dalla narrativa di Stephen King e di tanti altri autori del fantastico, agli innumerevoli film horror e di fantascienza visti, alla passione per l’Antico Egitto, all’interesse per antropologia, archeologia ed esoterismo, alla storia e alle tradizioni del Monferrato, ai viaggi in Norvegia, ai sogni, alla scrittura, alle esperienza di vita… posso dire di averci messo tutto me stesso e di averci dedicato davvero molto tempo. In totale parliamo di circa sette anni. Tra il 2011 e il 2018, infatti, ho realizzato le varie stesure; poi ci sono voluti altri due anni per trovare la casa editrice adatta e completare l’iter di pubblicazione. Nel frattempo, “Il Cerchio di Pietre” ha vinto il premio Vallavanti Rondoni 2019 per la narrativa inedita.

3. Ti senti più vicino a Vincenzo, Saverio o nessuno dei due?

Mi sento vicino a entrambi, anche se in modo diverso, ma estenderei questa vicinanza a tutti i miei personaggi, per due motivi: ognuno di loro ha in sé qualcosa di me, delle persone che ho conosciuto, delle situazioni vissute… credo infatti che in ogni narrazione ci sia qualcosa di autobiografico. E poi, durante la stesura del romanzo, i vari personaggi – soprattutto i protagonisti – hanno finito per distaccarsi dalla mia immaginazione e assumere una vita propria, diventando quasi persone reali. Se ci penso, a me sembra di aver conosciuto davvero Vincenzo, Lavinia e Saverio, un po’ come se fossero dei vecchi amici. Spero che lo stesso valga anche per i lettori.

4. Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Due scrittori hanno influito più di ogni altro sul mio immaginario. A dieci anni ho letto “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, che mi ha indirizzato al fantastico e resta il miglior romanzo che abbia letto. Da adolescente, le opere di Stephen King – tutt’ora il mio autore preferito – mi hanno spinto a scrivere. In generale, come dicevo, sono sempre stato un lettore onnivoro. Tra gli scrittori moderni che attualmente leggo più spesso ci sono Richard Matheson, Clive Barker, Terry Pratchett, Joe R. Lansdale, Joe Hill; tra i classici Marcel Proust, Fedor Dostoevskij, Jack London. E poi i saggi, soprattutto di argomento scientifico e storico, e i fumetti, in particolare quelli italiani della Bonelli e della Bugs Comics, più qualche manga.

5. L’imperversare di violenze, guerre, femminicidi, bullismo… etc. ti ha mai portato a credere che possa essere vera la previsione espressa nel tuo testo? Che il nostro pianeta sia stato colpito da potenze maligne?

La letteratura fantastica ci dà la possibilità di mettere in scena creature sovrannaturali, benigne o maligne che siano. Non so se possano esistere nella realtà, ma di certo rispecchiano la bontà e la malvagità insite nell’animo umano. È dentro di noi che si svolge davvero, ogni giorno, il conflitto che in questo tipo di narrazioni viene sublimato nell’eterna lotta tra bene e male. Se c’è un messaggio di fondo nel mio romanzo, al di là del puro intrattenimento, è proprio questo: ciascuno di noi può – e deve – fare la differenza, schierandosi da una parte o dall’altra, decidendo di agire in un modo, piuttosto che in un altro… anche se magari nessuno verrà mai a saperlo. Va detto che oggi ci troviamo a vivere un momento storico cruciale: le complesse problematiche sociali e ambientali dell’antropocene, prima fra tutte il cambiamento climatico in atto, ci chiamano alla consapevolezza quasi disturbante che dalle nostre azioni – dal modo in cui sceglieremo di comportarci nei prossimi dieci, quindici anni – dipende come mai prima il futuro delle generazioni a venire e, in definitiva, quello della specie umana e dell’intero pianeta. In sostanza siamo diventati nostro malgrado quel protagonista a cui viene chiesto di salvare il mondo, che abbiamo visto in mille film e letto in mille libri: speriamo di scoprirci altrettanto coraggiosi e vincenti.

6. Se potessi vivere un giorno in un libro, quale sarebbe?

Come dicevo, c’è un libro a cui devo molto: “Il Signore degli Anelli”. È tra le sue pagine che passerei volentieri qualche ora, sentendomi a casa. Magari sceglierei di essere presente proprio all’inizio: la festa di compleanno di Bilbo, nella Contea, quando lo hobbit saluta i compaesani – dicendo di conoscere ognuno di loro soltanto a metà e di nutrire per metà di loro la metà dell’affetto che meritano – , prima di infilare al dito l’Unico Anello e letteralmente scomparire. Ecco, poi mi piacerebbe tanto fare due chiacchiere con Gandalf, fumando insieme a lui dell’erbapipa, incontrare gli elfi a Gran Burrone e poi visitare Minas Tirith… ho idea che un solo giorno non basterebbe, ma ci vorrebbe un’intera vacanza nella Terra di Mezzo.

7. Progetti futuri?

Ho appena terminato l’ultima stesura e correzione del mio secondo romanzo, che finalmente è completo e pronto per essere sottoposto ai beta lettori. Entro l’anno spero di poter avviare l’iter di pubblicazione, in modo che esca nel 2022. Nel frattempo ho ricominciato a scrivere racconti – su questo fronte ci saranno novità a breve – e mi preparo per la stesura di un nuovo romanzo, il terzo.

Grazie di cuore Enrico e in bocca al lupo per i tuoi prossimi progetti!

Anna Pasquini – Alessandria Today