saltano attraverso refoli
di occhiate – non saltano in realtà
tra i banchi ma sono archi in attesa dell’aria –
le cince forse non si accorgono
delle finestre semiaperte
dei riccioli spaiati
né del rumore di quelle iridi
ma con la stessa ebbrezza spostano le ore.
osservo dalla mia luce aliena
la linfa che si allunga
come uno stame innamorato
mentre gocce di polvere cadono a strapiombo
da fiato corto sulle mattonelle
e il ragnetto in un angolo
crea una breccia sul confine dell’esilio.

Immagine dal web