– Il Fatto Quotidiano

Mario Draghi ed Enrico Letta si confrontano a distanza sulla redistribuzione. E sulla proposta del segretario Pd di istituire una “dote” per i neo-diciottenni finanziandola con una tassa di successione sulle grandissime ricchezze (lanciata, per la verità, già lo scorso 17 aprile all’assemblea nazionale del partito dal capodelegazione al Parlamento Ue Brando Benifei) prende vita un corposo scontro politico.

“Non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo mai guardata ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli”, ha risposto il premier a una domanda sul tema durante la conferenza stampa di presentazione del decreto Sostegni bis.

“Noi mettiamo i giovani al centro della nostra azione, sono la parte più bistrattata e colpita dalla pandemia. Abbiamo chiesto loro un sacrificio per mettere in sicurezza la parte più fragile della nostra popolazione, ora dobbiamo ridare indietro”, è la replica – indiretta – del segretario Pd, “sarebbe un bellissimo segnale di spinta ai giovani per lo studio, la casa, il lavoro”.

“La proposta del Pd è dare. Ai giovani, che non hanno avuto nulla o troppo poco”, rilancia il vicesegretario, l’ex ministro Giuseppe Provenzano. “Presidente Draghi, la tassa di successione c’è nei paesi più avanzati, la propone il Fondo monetario internazionale.

Tassare l’1% più ricco, che eredita milioni di euro o li riceve in dono, non è chiedere: è restituire. Con giustizia”, scrive su Twitter.

Sorgente: Draghi stoppa Letta sulla tassa di successione: “Non è il momento di prendere soldi”. Il Pd: “Chiedere ai più ricchi è restituire ai giovani” – Il Fatto Quotidiano