Valeria Bianchi Mian: E’ vero, Martin Heidegger

E’ vero, Martin Heidegger, come hai scritto,

che “ho paura di finire”, anche sapendo che nell’ora

della morte le mie figlie mi assorbiranno, anche

sapendo che mi porteranno per sempre 

dentro di sé, un feto interrotto, perfino mentre porto

il fantasma di mia madre sotto l’ombelico, una piccola

persona androgina e sfrontata, un miracolo

ripiegato nella posizione del loto.

Come quelle vecchie bambole russe a forma di pera

che si aprono

nel mezzo per rivelarne sempre un’altra, fino

all’irriducibile minimo, della grandezza di un pisello,

sia dato a noi portare avanti le nostre madri nella pancia.

Sia dato a noi, portate avanti dalle nostre figlie, viaggiare

nella Busta del Quasi-Infinito,

con quella catena di sant’Antonio buona per i prossimi

venticinquemila giorni delle loro vite.

LA BUSTA – di Maxine Kumin (The Envelope, Selected Poems 1960-90), trad. A.M. Robustelli

In: LA TESA FUNE ROSSA DELL’AMORE – Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, Edizioni La Vita Felice, 2015.

Fotografia di Chiara Liverani – Maternità (Mondo) 

Da un progetto di Chiara Liverani – www.chiaraliverani.com 

Performance: me in the water