LA DANZATRICE STANCA

Torna a fiorir la rosa che pur dianzi languia … dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
Ma si parlava della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
è questo il solo fiore che rimane
con qualche merto d’un tuo Dulcamara.
A te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga. basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.

EUGENIO MONTALE Diario del ’71 e del ‘72

La poesia, dopo il distico pariniano, costa di 20 versi, endecasillabi piani e di dodecasillabi (doppi senari); una sola rima ‘guancia/bilancia’; rime interne: fiorir/dir; dianzi/dianzi, identica; convalescente/pallente; stagionali/ali, inclusiva.
Parafrasi: ‘pallente’: di colore sbiadito e pallido; ‘Dulcamara’: il medico cialtrone nell’Elisir d’amore di Donizetti; ‘nubecola’: piccola nube; ‘défilés: sfilate di abiti, con le modelle.
Carla Fracci trascorreva le vacanze insieme a Montale. La lirica inizia con la citazione di due versi di “L’educazione” di Parini, e celebra il ritorno sulle scene della ballerina, dopo la gravidanza e la nascita del figlio, avvenuta il 1° gennaio del 1970.
Pubblicata su suggerimento implicito della cara amica Danila Casucci.