Valeria Bianchi Mian: “I bambini non possono sollevare i cavalli” grida Annika

“I bambini non possono sollevare i cavalli” grida Annika.

“Invece sì!” risponde Pippi “io posso!”.

Pippi è una bambina indipendente che coabita con il cavallo Zietto e la scimmietta Signor Nilsson nelle grandi stanze di Villa Villacolle; è ricca e può vivere in autonomia grazie ai dobloni che le ha donato il papà pirata e possiede una buona dose di geni portati per l’avventura. Non ha paura ma, se mai provasse un’emozione che somigli al timore, saprebbe di certo affrontare i brividi per trasformarli in Forza.

Lei per me è la perfetta rappresentazione dell’arcano numero undici. Un giro della Ruota e siamo andati oltre, scoprendo fanciulle come Pippi nell’immagine della ragazza con il leone nei Tarocchi marsigliesi. Tra le carte del mazzo Rider-Waite Smith la nostra domatrice si situa invece all’ottava posizione, cambiandosi d’abito con la Giustizia ma restando in ogni caso, come l’altra, Virtù tra le quattro Virtù Cardinali in sorellanza con Prudenza, che sembra essersi nascosta forse nell’Eremita o nell’Appeso a testa in giù, e con la quattordicesima lama che porta con competenza il nome di Temperanza.

La Forza non è imporre un potere sugli altri o controllare gli eventi; non è potenza versus debolezza, e nemmeno violenza agita contro le nostre anime fragili a danno della dolcezza.

Forza è un’opera, piuttosto, è un procedimento, è un andar per tentativi con serenità ed entusiasmo fino a scovare il proprio genio e illuminare con la sua luce di coscienza la più corretta risoluzione al nostro problema.

Forza vuol dire non arrendersi (non subito, non prima di averci provato e riprovato) di fronte alle difficoltà.

Forza è saper mescolare i Trionfi tenendosi saldi a quel timone che la Ruota ci ha donato.

Nata nel 1945, l’eroina dai capelli rossi fuoriuscita dalla penna di Astrid Lindgren è approdata in Italia negli anni ‘70 tramite la Rai. Lei mi è piaciuta subito; l’ho amata e accolta dentro di me come un modello di libertà prima ancora di conoscere il femminismo e praticarlo.

Il concetto del “non posso” è del tutto estraneo alla nostra fanciulla. Pippi ci insegna che, prima di dichiarare la resa issando bandiera bianca, occorre sperimentare, esplorare ipotesi e strade ignote con il Jolly Roger svolazzante sull’albero della nave, per scoprire se il risultato sia a portata di mano o se non valga piuttosto la pena una virata o una sosta in porto.

Potere è poter fare, poter intraprendere. Nella libertà dell’essere se stessi non c’è un limite da porsi asetticamente e acriticamente come dogma eteronomo. Il confine del potere di Pippi è dato dall’autenticità del desiderio che si intreccia alla valutazione istintiva dei pro e dei contro e alla capacità decisionale.

Scegliere quel che fa per noi non è un’operazione che possa far sottostare l’anima alle convenzioni senza patire ristrettezze e prigionia, anche quando ci si muove nel rispetto del proprio nell’altrui (e viceversa) o ci si impegna nella relazione con l’altro in un incontro di ben-essere reciproco. La libertà di spirito aiuta l’anima a vivere meglio, ed è tramite un buon rapporto con l’istinto che tutto scorre e permette il respiro della vita autentica.

La monella Pippi si dà da fare per gli altri bambini, è buona e generosa, empatica e profondamente viva ma quando sente di voler partire per i mari del Sud, per esempio, è solo su se stessa che riporta il focus, per poi coinvolgere gli altri in un viaggio o in un’impresa.

La creatività si esprime intensa quando corpo, anima e spirito collaborano in spontaneità e diventa possibile l’incontro con l’altro e la condivisione. Pippi Calzelunghe, con il suo zoo affettivo e con le sue amicizie sincere, è un esempio adorabile di bambina dalla Forza arcana, in equilibrio tra i principi maschile, femminile e animale.

Elemento distintivo della Forza è certamente il rapporto con l’anima animale: non la bestialità come limite ma come risorsa, perché la fiera conserva per noi il legame con la fierezza di essere tutti parte della Natura e ce lo offre, questo vincolo gradito, avvicinandosi.

Se un tempo l’eroe solare Ercole aveva con il leone di Nemea una relazione di potere decisamente sbilanciata (lo vediamo nei Tarocchi dei Visconti), la dinamica di quel che l’undicesima carta va agendo di secolo in secolo nelle icone arcane somiglia più alla dolce tensione che ci avvicina gli uni agli altri nel gioco, nella domazione della brutalità, nell’accoglienza delle differenze, nel bacio (come nei Fairytale Tarots che mettono la Bestia insieme alla Bella). Ci sa fare, la donna con il copricapo a forma di otto rovesciato, infinita-mente accattivante e salda con la fiera, lei che senza timore o tremore è in grado di acquietare il felino.