La giornata è soleggiata, gradevole, di quelle che fanno venir voglia di andare a fare due passi fuori città. Ognuno è libero di sfruttarla come meglio crede, sembrerebbe pensare Parker, al cimitero, mentre depone dei fiori sulla tomba della moglie Cheryl. Il detective rimane assorto nei suoi pensieri, quando si avvicina Danny Golden.

– Ciao. –

– Ciao. –

– Era una gran bella donna – dice il tenente di polizia.

– Una donna speciale – afferma Parker.

– Se ne vanno sempre le migliori – replica l’amico. – È da un bel pezzo che non venivo qua; spero che parenti e amici non se la prendano a male. –

– Sapranno capire. –

– Sì, lo credo anch’io – annuisce Golden.

– Come va il lavoro? –

– Al solito. –

– Non si è mai soddisfatti. –

– Già. Il tuo? –

– Siamo sulla stessa linea d’onda – risponde il detective, mettendosi in cammino. – Vado a far visita a una cara amica. –

I due uomini raggiungono una tomba poco distante nella quale riposa in pace la povera Elsa, vittima della ferocia dell’uomo.

– Immaginavo che parlassi di lei – dice Golden. – Ne eri innamorato? –

– Sì; credo che non abbia avuto nemmeno il tempo di dirglielo. –

– L’avrà capito. –

– Probabile. Avrei preferito che il rapporto tra noi non andasse oltre l’amicizia, che restasse tutto come prima. –

– Per quale motivo? –

– Mi sembra chiaro; le donne che mi si avvicinano non possono certo considerarsi fortunate. Per il loro bene dovrei avere il buon senso di tenerle lontane. –

– Non dirai sul serio? –

– Non mi rimangono alternative se non voglio che da queste parti aumentino le mie conoscenze femminili. –

– Tragica fatalità. –

– Qualsiasi cosa si tratti è meglio andarci cauti. –

– Cos’hai da rimproverarti? –

– Nulla. Ma evidentemente emano un flusso negativo. –

– Sciocchezze! –

– I numeri parlano chiaro. –

– Non seguo molto la matematica – replica Golden. – La verità è che il male intorno a noi si sta ampliando a macchia d’olio e questo lacera la nostra sensibilità. Non ho intenzione di deporre le armi, se proprio ci tieni a saperlo. –

– Gesto apprezzabile. –

– Non starai pensando di tirarti indietro? –

– Lasciarti da solo in mezzo a tante belve feroci? Non ci penso nemmeno! – risponde Parker.

– Sei un amico. –

– Avevi dubbi al riguardo? –

– No. Anche se a volte… –

– Cosa? –

– Ho l’impressione che tu mi faccia una sleale concorrenza. –

– La tua è solo un’impressione – commenta sornione Parker, incamminandosi. – Inseguiamo lo stesso scopo, o forse l’hai dimenticato? –

– Grazie per avermelo ricordato – risponde con velata ironia l’amico. – Peccato che usiamo metodi diversi. –

– Be’, non abbiamo una struttura importante come la vostra, ci muoviamo quasi a conduzione familiare, senza una vera copertura e, di conseguenza, i rischi per la nostra incolumità sono maggiori. –

– Dimentichi che sono io a coprirti il culo. –

– Tutte le volte che è successo, ti ho ripagato. –

– Sì, offrendomi da bere. –

– È il pensiero che conta. –

– Già. –

– Ci stai pensando su? –

– Sei perspicace. –

– Non è una brutta idea – dice Parker, accennando un sorriso.

***

Mai avrebbe immaginato che a distanza di due giorni finisse per ritornare al cimitero per dare l’ultimo saluto ad un’amica. Per la precisione, una cara amica di sua moglie. Il detective osserva il moscone ronzare e andare a posarsi sulla bara prima che la stessa viene calata nella fossa; la cosa gli fa storcere il naso. Al termine della sepoltura, una donna sulla sessantina si avvicina a Parker.

– Grazie per essere venuto. –

– La notizia mi ha scosso … sono addolorato. Di Liza mi rimarrà un bel ricordo. –

– Era mia figlia e so quanto valeva … non la rivedrò più. –

– Mi dispiace. –

– Lei sa cosa si prova. –

– Già. –

– Sua Moglie Cheryl avrà una visita inaspettata; si incontreranno lassù. Lei ci crede? –

– Non lo so … vorrei tanto. –

– Io ci credo – dice la donna, con un’espressione di speranza più che di convinzione.

– Avranno tante cose da raccontarsi – replica con un dolce sorriso il detective. – Com’è successo? –

– Sembrerebbe che si fosse stancata della vita – risponde la donna, incrociando lo sguardo attonito di Parker. – Non riesco a farmene una ragione. –

– Scusi, non sono stato informato … –

– Per telefono non ho voluto scendere nei particolari. –

– Capisco. –

Un momento di intimità interiore è utile alla donna per riprendere fiato da una situazione difficile quando, mentre sta per raccontare il triste episodio, le va incontro il marito insieme a una giovane coppia.

– Mio marito; loro sono Nola e il suo fidanzato Red. –

Dopo le dovute presentazioni, Parker pensa bene di togliere il disturbo.

– Rinnovo le mie condoglianze … ora vado. –

– Cheryl, sua moglie, era una grande amica di Liza – dice la donna al marito e ai due giovani, intrattenendo il detective.

– Sì, lo so; Liza mi parlava spesso di lei – dice Nola. – So del tragico evento. –

– Il destino le ha voltato le spalle – commenta Parker.

– Non possiamo dire la stessa cosa riguardo Liza … – replica la giovane. – Sì, insomma, il destino in questo caso non c’entra proprio … non riesco a perdonarla per quel che ha fatto – continua in lacrime Nola. – Il padre la conforta abbracciandola.

– Erano molto legate – dice la mamma di Liza.

– È comprensibile – osserva il detective. – Prendetevi cura di lei, ne avrà bisogno. –

– Uniti ci faremo forza – risponde la donna.

– Per qualsiasi cosa, anche una parola di conforto, sappiate che potete contare su di me. –

– È gentile. Ok. –

– Bene – replica il detective, salutando e andandosene via.

Sulla statale, lungo il tragitto che lo conduce a casa della madre, Parker avverte ogni volta una sensazione di beatitudine tanto forte da tenere distante i pensieri cattivi; ma, le ultime due visite al cimitero hanno incrinato il suo umore e a poco serve essere accolto dall’invitante percezione di una soave melodia.

La visione della sua bambina sullo sgabello gli strappa un tenero sorriso. Kate, non sembra accorgersi della presenza del padre e continua a pigiare i tasti del pianoforte deliziando l’inaspettato spettatore fino alla conclusione del pezzo musicale.

– Semplicemente incantevole! –

– Papà! Da quanto sei qui? –

– Non abbastanza per poter ammirare il mio piccolo genio. –

– Be’, se vuoi posso concederti un concerto tutto per te – replica con un’espressione birichina la ragazza.

– Ne sarei lusingato. –

– Fissa la data. –

– Ok. Lo farò. –

– Immagino che mi sarà difficile assistervi – interviene la mamma di Parker, entrando nel salone.

– C’è posto per tutta la famiglia – risponde il detective. – Non è così, Kate? –

– Sicuro! – risponde la ragazza alzandosi dallo sgabello.

– Se parli con il suo maestro ti dirà che il tempo di esibirsi dinanzi a un pubblico dai gusti raffinati non è poi così lontano – dice la donna. – Ma lei non sembra interessata più di tanto a diventare una star. –

– Davvero? – commenta il detective.  – Credevo che facessi sul serio. –

– Sì, è così, ma … –

– Non vuoi addentrarti in programmi futuri. –

– Esatto! –

– Sono d’accordo; sei ancora molto giovane per prendere decisioni importanti … certo, vederti seduta a quel pianoforte è un piacere. –

– Per te e la nonna suonerò sempre. Promesso! –

– Grazie. –

– Ci onorerai stasera della tua presenza? – domanda la mamma al detective.

– Sì, dormirò qua. –

– Ricambierò con una cena all’altezza della situazione. –

– Non voglio che ciò ti impegni troppo – replica sornione Parker.

– È il mio momento di esaltazione – risponde con simpatica verve la donna, mentre si fa vedere il cagnolino Doll, abbracciato affettuosamente da Kate.