Matteo Bassetti: Immunità di gregge

Immunità di gregge.

Fino a quando non avremo un vaccino disponibile per tutte le classi di età, da 0 a 100 anni, non potremo mai raggiungere l’immunità di gregge, perché ci sarà sempre un’ampia fetta della popolazione non vaccinata e quindi il virus continuerà a circolare.

Ma la domanda è: per il Covid abbiamo bisogno di questo? No, perché questo virus è endemico e resterà tale. Nel Covid noi dobbiamo mettere in sicurezza quelle fasce di anziani o fragili che, se dovessero contrarre la malattia, avrebbero grandi problemi, e in quelle classi non basta l’immunità di gregge ma serve la vaccinazione al 100%. 

L’immunità di gregge  è stata al centro di molte vaccinazioni utilizzate in passato, come quella del morbillo, per cui si diceva che con il 90-95% della copertura nella popolazione giovanile il virus circolava talmente poco che anche quel 5% non vaccinato in qualche modo subiva la protezione degli altri. 

Se in una piazza sta piovendo e apriamo in 90 l’ombrello, quei 10 che non possono aprirlo saranno riparati dall’acqua che scende grazie agli  altri 90 ombrelli aperti”. Questa è l’immunità di gregge. 

Tutti si riempiono la bocca dell’immunità di gregge, ma non la raggiungeremo mai, oggi è impossibile perché mancano gli strumenti per farlo. 

Non è come con il morbillo, che può contare su chi lo ha avuto da bambino e dunque è immune e su chi si è vaccinato, permettendo così di avere coperture del 90-95%. Bisogna uscire da questo concetto, che con il Covid non va bene e tendere al più alto numero di vaccinazioni nelle fasce a rischio. Infatti vediamo che anche quando abbiamo vaccinato il 40-45% della popolazione arriviamo ad azzerare l’indicatore dei decessi o delle ospedalizzazioni. Lo dimostrano gli Stati Uniti o il Regno Unito, che non ha raggiunto mica l’immunità di gregge ma ha visto risultati già con quelle percentuali di immunizzazioni.