Terremoto di ore questa fretta

ore bambine le nostre
istanti giganti inzuppati in noi
e quel tuo andare immobile:
cose che non posso portar via.

dietro le orecchie un fruscio,
il bosco smorza i toni:
la tua guancia ruvida
a stupirmi il volto

rubo la mia sorpresa
ogni notte
al tuo rasoio usato
male
apro i miei profondi sigilli
si arrampicano scomposti
in te
e tu mi strappi e poi

mi dici al vento