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Tra archeologia, storia e safari, di Luciana Benotto

Pombia, comune del medio novarese, posto lungo la Statale che collega Novara ad Arona, fu centro importantissimo nell’età romana. Prima di allora la zona fu abitata dai Leponzi e poi dagli Insubri; mentre nell’alto medioevo giunsero i Longobardi, gli uomini dalle lunghe barbe, che nel 569 vi impiantarono nientemeno che una zecca di monete d’oro.

Il territorio comunale è ricco di ritrovamenti archeologici della cosiddetta “Civiltà di Golasecca”, ma anche d’età romana. Al IV secolo risale il cosiddetto ‘Ninfeo’, una costruzione ottagonale coperta da una cupola sotto cui sta una vasca che raccoglie le acque di una sorgente: una passerella di pietra consente di girarci attorno e di vedere le nicchie che un tempo contenevano le statue raffiguranti le dee Matronae. Invece, del periodo medioevale rimangono i fascinosi ruderi del Castrum Domini, un’antica fortificazione del X secolo fatta di ciottoli di fiume, laterizi romani e mattoni sistemati a spina di pesce.

Poco distante sorge la parrocchiale di San Vincenzo, un edificio trecentesco considerato monumento nazionale. Esso è costituito da una facciata romanica preceduta da un nartece affrescato con motivi che riguardano l’oltretomba: un gallo simbolo di vigilanza, un pavone rappresentazione dell’immortalità dell’anima e un cane a tre teste, guardiano dell’aldilà. La chiesa custodisce all’interno affreschi di un Giudizio Universale risalenti all’anno 1000 e, su di un pilastro, una quattrocentesca Madonna che allatta il Bambino. Bella anche Santa Maria della Pila, dotata di una facciata policroma con portico, così chiamata perché un tempo, essendo priva di campanile, aveva la campana sostenuta da un pilastro detto appunto pila. A nord dell’abitato, posto sopra un’altura da cui si gode un’ampia e panoramica vista sul Ticino, sorge il cinquecentesco castello Borromeo, a pianta quadrangolare. Ma Pombia non è solo arte che rievoca un arcano e fascinoso passato, è anche divertimento e svago. Non lontano dal castello si trova infatti l’accesso al Safari Park, un percorso di alcuni chilometri che consente di osservare dall’auto o dal trenino, animali della savana, che girano liberi: leoni, tigri, rinoceronti, lemuri, ippopotami, elefanti; si possono visitare il rettilario, l’acquario, la fattoria degli animali, osservare le evoluzioni dei rapaci, che in volo catturano false prede; mentre per chi ama le esibizioni c’è il Mondo equestre, dove una dama, un cavaliere e un cavallo danzano il flamenco, e per chi è appassionato della preistoria, imperdibile il giro nel Parco giurassico, tra dinosauri ed insetti giganti.

Insomma, a Pombia si può proprio trascorrere una giornata davvero diversa dalle solite, tra arte e svago, in coppia o coi bimbi,  magari soggiornando nel campeggio che dispone di bungalow ispirati all’Africa, o in casette mobili o nella propria tenda, e mangiare nei vari Safari food che offrono varie esperienze culinarie. 

Orario estivo  tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

Prezzi: 

Adulti € 19 –  Over 70 € 16 – Bambini dai 3 agli 11 anni € 16 –  Diversamente abili € 8 –

per i più piccoli l’ingresso è gratuito.