– Il Fatto Quotidiano

La ricostruzione dopo il fascismo, il terrorismo, la lotta alla mafia, le grandi tragedie collettive come l’inondazione del Polesine, il Vajont, il terremoto del Belice.

Ma anche le grandi riforme, il fondamentale ruolo delle donne, persino una citazione di Francesco De Gregori: “La storia siamo noi, nessuno si senta escluso”.

Ed è proprio una storia della Repubblica italiana quella che Sergio Mattarella ripercorre nel suo discorso per il 2 giugno. Il referendum per scegliere tra l’attuale forma di Stato e la monarchia compie 75 anni, ma non c’è solo un anniversario tondo a rendere importante il discorso dell’inquilino del Quirinale.

Facendo gli scongiuri, infatti, il Paese si appresta a imboccare la via d’uscita dalla pandemia.

E quindi il capo dello Stato non ha potuto evitare un paragone tra ieri e oggi, volgendo sempre lo sguardo al futuro: l’ineludibile futuro al quale il dodicesimo presidente ha dedicato gran parte degli interventi più importanti dei suoi sei anni e mezzo di mandato.

Sorgente: Mattarella: “La Repubblica è ancora imperfetta tra evasione fiscale e morti sul lavoro”. Ai partiti: “Democrazia più importante degli interessi” – Il Fatto Quotidiano