Legge Regionale sul Gioco d’Azzardo: la Lega ci riprova anche contro i suoi stessi alleati

Buona Destra Piemonte

Nonostante la debacle subita già nei mesi scorsi, che l’hanno obbligata a ritirare la proposta di nuova legge regionale sul gioco d’azzardo, la Lega è decisa a riprovarci e la settimana prossima riporterà in aula un nuovo testo volto a modificare le legge esistente e che ad oggi ha prodotto risultati positivi in Piemonte contro il gioco patologico.

Mentre le opposizioni preparano i moltissimi emendamenti da proporre per bloccare la proposta, anche i partiti di maggioranza di defilano dal sostegno.

Secondo Claudio Desirò – Coordinatore Regionale della Buona Destra – “l’atteggiamento della Lega sul fronte Gioco d’azzardo è incomprensibile. Ci si è intestarditi intorno a posizioni che puntano a smontare la legge in vigore da loro stessi votata nel precedente mandato e che ad oggi ha drasticamente diminuito i volumi di gioco, le perdite ed il numero di pazienti caduti nel tunnel del gioco patologico”

“Anche i loro stessi alleati” – aggiunge Desirò – “a partire da Fratelli d’Italia hanno dichiarato di non voler sostenere il nuovo disegno di legge che riporterebbe il Piemonte indietro di anni sul fronte della guerra al Gioco Patologico.”

“In un momento storico come questo” – continua il Coordinatore della Buona Destra – “fare passi indietro sulla strada della tutela della salute dei Piemontesi è pericoloso. La crisi economica e sociale attuale è un fattore potenzialmente propedeutico al rischio di cadere nel tunnel dell’azzardo patologico. La Lega snocciola dati mai verificati di perdita di posti di lavoro dovuto al posizionamento delle sale gioco, ma i veri problemi del nostro territorio sono altri e su questi si dovrebbe lavorare. Invece, ancora una volta la Lega concentrerà i lavori dell’aula su un tentativo di modifica già andato a monte settimane fa”.

“Come Buona Destra” – conclude Desirò – “auspichiamo che ancora una volta la Lega ed i suoi esponenti vengano portati ad un ripensamento dai propri alleati in Consiglio Regionale e che le Istituzioni possano tornare ad occuparsi delle reali istanze che provengono dal territorio”.