Il sole aprirà le sue
finestre
ai piaceri di culto
le spalancherà per far
della sua luce
un corpo
e l’ ombra svanirà.

Lei con grazia di Venere
s’ avanza
deliziosamente affranta
per il tempo perduto.
Ma sorride e s’apre mattutina
da un’umida cella di buona
creanza.

Le sue vesti ondeggianti
fluttuano
come cocci di stoffa
sul tuo cuore
e ad ogni fruscio,
una brezza in rivolta su te si
fionda come un pasto di ardore.

Conosci tu viandante
l’odore dell’ ardore?
Quando il sangue graffiato
che pulsa nelle vene
senza nessuna cura
diventa turbolenta cascata
di adrenalina pura?

L’ attendevi!
L’amaro smacco del passato
s’era dissolto
dinnanzi al suo sorriso.
Ora era solo vaga
reminiscenza
(“roba da magazzino!” pensavi)
che subito svaniva in sua presenza

Fosforescenti, levandosi
il cappello in un garbato omaggio
speranza e desiderio,
desiderio e speranza
adesso erano insieme
ad offrirti premurosi
i loro servigi ardimentosi

E lei ti sorrideva strabigliante,
aperta sotto il seno
la veste conturbante:
giallo oro e maiolica fiorita.

Poi d’improvviso ritornò al suo vaso,
lasciandoti di stucco
… con un palmo di naso!