Gracidano  ranocchi nascosti nel verde

tra ciottoli ed erbe marcite del fosso:

la loro litania è repertorio  logoro

di stagioni impallidite tra i greti .

Lassù nel cielo senz’ombra è però

tripudio di grida e di ciglia d’ali

che sfiorano l’acqua nel volo

inesausto di ore stordite di sole .

Resto così con i piedi per terra

poggiati sui ciottoli del  cammino

d’un giorno qualunque e  gli occhi

puntati nell’azzurro nell’illusione

d’un volo senz’ali a raggiungere

un soffio d’infinito e credere al cielo

anche tra il gracidio di ranocchi

che invidiano l’essere rondine.

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