– Il Fatto Quotidiano

Il primo contenzioso climatico della storia d’Italia: con una causa di fronte al Tribunale Civile di Roma la società civile fa causa allo Stato italiano, rappresentato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché si assuma le sue responsabilità per l’assenza di politiche ambientali efficaci di fronte all’emergenza climatica.

Tra i 203 ricorrenti, 24 sono associazioni, 17 minori (rappresentati in giudizio dai genitori) e 162 adulti. L’azione legale è promossa nell’ambito della campagna di sensibilizzazione intitolata evocativamente ‘Giudizio Universale’. Primo ricorrente è l’Associazione ‘A Sud’, da anni attiva nel campo della giustizia ambientale.

“Dopo decenni di dichiarazioni pubbliche che non hanno dato seguito ad alcuna azione all’altezza delle sfida imposte dall’emergenza ambientale, la via legale è uno strumento formidabile per fare pressione sullo Stato affinché moltiplichi i suoi sforzi nella lotta al cambiamento climatico” spiega Marica Di Pierri, portavoce di ‘A Sud’ e curatrice del libro ‘La causa del secolo’ (Round Robin editrice) in uscita oggi.

Tra i ricorrenti anche Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana. “Da decenni lo Stato italiano promette di ridurre il proprio impatto sul clima, di mitigare i rischi, di costruire resilienza verso le conseguenze del riscaldamento globale – sottolinea – ma alle parole non corrispondono i fatti, sempre insufficienti e sottodimensionati rispetto all’urgenza”.

Non solo: “Mentre con una mano lo Stato promette transizioni verdi, con l’altra continua a sostenere le pratiche più perniciose per l’ambiente”.

Sorgente: Per la prima volta nella storia la società civile fa causa allo Stato italiano: “È inadempiente nel contrasto all’emergenza climatica” – Il Fatto Quotidiano