Silvia De Angelis: TRECCE DI FILO SPINATO

Surrogato

d’una remota elusione

il corpo femmineo s’abbandona

su trecce di filo spinato.

Lascia scivolare

logore membra

su passionale dominio 

subendo capovolti soprusi

e spigolosi bagliori controluce.

Su carezze d’uniti palmi

si schiudono negri fiori

invisibili nella notte del precipizio

quando il demone trafelato

 scavalca il senno

mordendo la corolla d’amore.

@Silvia De Angelis 2019