Immagini divulgate dall’Ente Gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese

Branco di lupi nel tratto tra il Bormida e il torrente Orba: si muovono in pianura

Capire cosa mangiano sarà di grande importanza per la problematica cinghiali e caprioli

Coldiretti. Alessandria: Le immagini catturate dalle fototrappole situate su un tratto che va dal torrente Orba al fiume Bormida, confermano che i lupi si stanno muovendo verso la pianura. 

Al vaglio dei ricercatori della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Torino ci sono la dieta e l’uso dell’habitat di questo branco di lupi avvistato in provincia di Alessandria.

Un importante risultato che si inserisce nelle attività di monitoraggio che l’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese svolge da anni: con il tempo le rilevazioni sono diventate più sistematiche, incluse nel progetto sovranazionale Life WolfAlps, e non sono mai cessati i controlli a campione.

“Osservare queste immagini porta a ribadire l’urgenza di emanare una chiara normativa rispetto alla gestione e definizione degli ibridi che provocano ingenti danni essendo, oltretutto, molto più numerosi dei lupi, e che, però, vanno affrontati con specifiche ed adeguate misure – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Ricordiamo che è in gioco, non soltanto la sicurezza del bestiame ed il lavoro agricolo, ma anche la tutela dell’incolumità di chi vive le nostre montagne e le nostre colline, con il moltiplicarsi di avvistamenti e predazioni anche a bassa quota”. 

Capire che cosa mangia quel branco sarà di grande importanza per la gestione dei cinghiali e dei caprioli: infatti, è molto utile quantificare il contributo del lupo alla riduzione degli ungulati il cui numero in continuo aumento è causa di danni ingentissimi all’agricoltura. 

L’altro obiettivo delle ricerche è conoscere l’uso che il branco fa del territorio, come si sposta e da quanti individui è composto, se si avvicina ai centri abitati, dove trova rifugio, come interagisce con le altre specie, anche in relazione a eventuali predazioni degli animali al pascolo.

“Essendo il lupo una specie protetta dalla normativa europea si rende indispensabile trovare un giusto equilibrio perché questa convivenza forzata tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento – ha continuato il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni.”

Dopo aver raggiunto la soglia dell’estinzione negli anni ’70, la popolazione del lupo ora è in rapida espansione al punto da mettere a rischio il motivo stesso per cui la sua presenza è importante: mantenere la biodiversità. Con questi numeri, che provocano una situazione davvero al limite, si mette, infatti, a rischio la funzionalità degli ecosistemi provocando un disequilibrio ecologico.

“E’ di fondamentale importanza, quindi, che siano presenti a livello territoriale misure anche coraggiose per controllare e contenere i lupi e gli ibridi cane-lupo. Altrettanto importante è il tema del risarcimento dei danni e del mancato reddito per cui vanno previsti ulteriori premi economici a supporto delle difficoltà che, comunque, gli allevatori incontrano nel loro lavoro quotidiano. A questo proposito ricordiamo che scade il 30 giugno il bando regionale per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori selvatici”, concludono Bianco e Rampazzo.