Tutto incominciò un pomeriggio sulla passeggiata di “ Ventimiglia “, di Rosa Cozzi

Buongiorno !…

Se amare vuol dire morire e meglio pensarci due volte prima di dare il proprio cuore…

“ STORIE D’AMORE, DI DELITTI E DI RISATE“

    Tutto incominciò un pomeriggio sulla passeggiata di “ Ventimiglia “. 

    Guardavo assorta il mare che il vento increspava e i cavalloni spumeggianti venivano a infrangersi con rabbiosa forza sulla spiaggia di pietre e sabbia.

     Sembrava che quel pomeriggio,il mare volesse inghiottire quel lungo tratto di costa come se la fame di secoli si fosse svegliata quel giorno e volesse sfamarla in una sola volta. 

     Gli spruzzi arrivavano fino a me, bagnandomi a tratti con quelle piccole gocce che si posavano sulle mie labbra e che leccavo senza rendermene conto, il salino mi dava una sensazione di appagamento, la saliva mi riempiva la bocca e deglutivo con piacere quel sapore di salmastro e di iodio.

     Il sole stava per tramontare, i suoi raggi ancora scaldavano, ma il vento prendeva con rabbia il sopravvento, un brivido lungo la schiena mi fece tornare al presente. 

      Seduto su una panchina a pochi metri da me, Lui mi guardava e fissandomi sorrideva, mi fece un cenno di saluto guardandomi mi invitava con i suoi occhi a sedermi vicino a Lui.

      Rimasi sorpresa dall’insistenza del suo sguardo, e per educazione ricambiai il suo saluto, ma con un poco di timore rimasi li dov’ero, non avendolo mai visto, di questi tempi non bisogna fidarsi degli sconosciuti, se ne sentono di cotte e di crude.

      Vedendo che non mi decidevo si alzò. Un bell’uomo non lo nego, aitante e prestante, corporatura longilinea, alto, dai modi educati, mi colpi la sua correttezza, presentandosi, aspettava che io gli offrissi la mano, cosa che feci, e me la strinse con fare deciso, ma delicato.

Mentre ci stringevamo la mano, ci fu la fatidica scossa elettrica, staccammo le nostre mani così in fretta che scoppiammo a ridere entrambi.

      Per farsi perdonare di avermi causato quel disagio, mi propose di andare al bar vicino a bere qualcosa di caldo, accettai. Seduti nel “dehors”, era ormai notte quando ci accorgemmo che conversavamo da ore, ci eravamo trovati d’accordo su diversi argomenti.

      Con galanteria mi accompagnò per un lungo tratto di strada, mi chiese se potevamo rivederci, sentì la mia esitazione, e mi disse che non era un’orco, che non mangiava le fanciulle, al massimo le faceva “ bere”; e lo disse con una serietà quasi minacciosa !!!…

      Assentii e ci mettemmo d’accordo per l’indomani pomeriggio stesso luogo , stessa ora…

      Fu l’inizio di una storia che durò mesi, frequentandoci e conoscendoci mi azzardavo a fare progetti di convivenza, addirittura di matrimonio, nel buio e nel silenzio della notte, mi chiedevo come sarebbe stata la mia vita con Lui.

Fantasticavo sulla nostra relazione, e un giorno dopo esserci amati appassionatamente nella solita camera d’albergo, mi lasciai sfuggire qualche parola di troppo.

      Gli chiesi se aveva mai pensato a una convivenza con me, se aveva dei progetti che mi includevano nella sua vita, al che Lui mi rispose che si ci aveva pensato e che aveva una bella sorpresa per me.

      Ormai col passare dei giorni, e dei mesi mi ero fatta coinvolgere totalmente dalla passione, e dietro ai suoi consigli gli avevo affidato la gestione del mio patrimonio, e le varie carte di credito, che Lui con tatto e serietà, ogni volta che svolgeva qualche transazione, mi riportava indietro il tutto con la relativa documentazione, mi fidavo ciecamente di Lui.

       Sapevo che mi avrebbe resa felice, e io lo amavo.

Ormai si era stabilito a casa mia, e gestiva con pugno di ferro la servitù, e con pignoleria faceva notare loro se qualcosa era fuori posto, o non eseguita con celerità. Tutto procedeva a meraviglia, eravamo in piena estate, e Lui rifiutava di viaggiare o spostarsi in altri luoghi , faceva caldo, così iniziammo ad andare in spiaggia, passavamo ore sotto il sole. 

      Lui perfetto nuotatore faceva lunghe e spossanti nuotate, mentre io a riva restavo a galla per miracolo.

Mentre Lui insisteva per portarmi lontano dalla riva, dicendomi che mi avrebbe tenuta tra le sue braccia, io tremante acconsentii ad allontanarmi con Lui.

       E, si andammo lontano, anzi lontanissimi, le persone a riva mi sembravano delle formiche.

      Gli dissi che ero stanca,  Lui mi consigliò di stendermi sul dorso, ma gli risposi che avevo paura di bere… e lui guardandomi con occhi cattivi iniettati di sangue, mi rispose :”é questa la mia intenzione,farti bere tutto il mare” !!! …

e tuffandosi mi tirò giù,sempre più giù, e seppi che non avrei mai più respirato l’aria salmastra del mare di Ventimiglia !!! …

di Rosa  Cozzi