– Il Fatto Quotidiano

Molti hanno alle spalle dieci anni e più di “stagioni” estive da barista, cameriere o animatore. E altrettanti racconti di sfruttamento, con orari ufficiali del tutto fittizi, zero riposi e metà del compenso fuori busta.

Così fan tutti e l’hanno sempre fatto, viene da dire leggendo le testimonianze arrivate all’indirizzo mail redazioneweb@ilfattoquotidiano.it dopo gli articoli del Fatto Quotidiano e la videoinchiesta de il fattoquotidiano.it sulle condizioni e i contratti dei lavoratori stagionali.

La paga oraria? Meno di 3 euro, senza eccezioni. Ancora meno per gli animatori: quelli alle prime armi si accontentano addirittura di 1 euro all’ora.Avvertenza: si guadagna solo se c’è il sole. Perché c’è anche chi racconta che in caso di pioggia lo stipendio era azzerato: “Mi diceva ‘Oggi non guadagno, non ti posso pagare’”.

Per questo lettore è stata l’ultima esperienza lavorativa in Italia, quella che l’ha convinto a emigrare. E se capita di farsi male? “In riviera funziona così: l’incidente deve figurare come avvenuto in casa, altrimenti il medico deve segnare giorni di riposo”.

Ma non ci sono solo gli stagionali: alla mail del Fatto.it sono arrivate anche molte storie di lavoro sfruttato e non a norma nel settore della ristorazione e nel catering. Straordinari inesistenti a fronte di turni che in alcuni casi superano le 18 ore, niente malattia.

Sorgente: “Dalle 7 di mattina alle 19 per 30 euro al giorno: ecco perché ho deciso di emigrare”. Le storie di lavoro sfruttato dei lettori del fatto.it – Il Fatto Quotidiano