Le fiabe di Gloria Lai: A proposito di esperienze scolastiche

A proposito di esperienze scolastiche.

All’avvicinarsi dell’età scolare, i miei genitori decidono di farmi preparare in privato e supero a poco più di 6 anni l’esame per l’accesso alla seconda elementare, che frequento  in una classe in cui sono una delle alunne più piccole. E questa condizione è andata  avanti per molti anni.

La classe era numerosa: bambine di varia provenienza sociale e una maestra preparatissima e inflessibile. 

Oggi i suoi metodi educativi sarebbero finiti sul giornale, poiché rafforzava l’insegnamento con schiaffi o botte con il righello di legno e metallo agli spigoli o colpi a mano aperta sulla testa della malcapitata: situazioni che non mi hanno mai coinvolta direttamente, ma che mi hanno lasciato un senso profondo di ribellione e di ingiustizia. 

Peraltro, la sua preparazione e quella che ha impartito erano indiscutibili: libri in classe da prendere in prestito e da leggere per poi scambiarli, visione mensile di film nel teatro della scuola, a cui partecipavamo con molte altre classi dell’istituto, poesie a memoria di Quasimodo e Ungaretti. 

Poi le sue bellissime lezioni di storia, in cui riusciva a coinvolgerci per la passione e il rigore con cui presentava gli argomenti e riusciva a farceli amare.

Una volta, in 3′ elementare non rispetto le sue indicazioni nello scrivere sul quaderno: vado da lei per mostrarle il mio lavoro, che non rispondeva alla sue richieste e mi gela con un “Sei una testarda”.

A distanza di tanti anni, considero questo uno dei più bei complimenti che mi abbia fatto. 

Ho riflettuto a lungo sul peso che questa donna ha avuto nella mia crescita e anni fa, prima di partire per Atene, dove avrei insegnato ai ragazzi greci della Scuola Italiana, decido di andare a trovarla. 

Voglio chiudere il cerchio con la mia infanzia. 

Lei è vecchissima, piccola, fragile all’aspetto. 

E inaspettatamente scopro qualcosa che proprio non ricordavo: ha gli occhi celesti.

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