L’amore, quando si rivela,
Non si sa rivelare.
Sa bene guardare lei,
Ma non le sa parlare.
Chi vuol dire quel che sente
Non sa quel che deve dire.
Parla: sembra mentire
Tace: sembra dimenticare.
Ah, ma se lei indovinasse,
Se potesse udire lo sguardo,
E se uno sguardo le bastasse
Per sapere che la sto amando.
Ma chi sente molto, tace;
Chi vuol dire quello che sente
Resta senz’anima né parola,
Resta solo, completamente.
Ma se questo potesse raccontarle
Quel che non oso raccontarle,
Non dovrò più parlarle,
Perché le sto parlando.

FERNANDO PESSOA (1888-1935)

La traduzione di Antonio Tabucchi, aiutato dalla moglie portoghese Maria Josè de Lancastre, riesce a riprodurre il percorso mentale del più importante poeta nichilista della letteratura europea del ‘900. Pessoa amava Leopardi, e si vede. La presenza folta delle proposizioni ipotetiche rivela l’epochè scelta dal poeta. Il tono asseverativo sembra contrastare, a mo’ di ossimoro, con il suo dubbio permanente: tale antitesi appartiene anche a Montale, Pirandello, fino alla vetta di Nietzsche.