Io non ci volevo venire, di Roberto Alajmo

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Descrizione

“Giovanni Di Dio, un ragazzo senza arte né parte, vive a Partanna Mondello, una borgata tra il mare e la città di Palermo controllata dallo Zzu, lo zio, un nomignolo che non ha bisogno di spiegazioni; proprietario del Bar Cristallo dove siede tutto il giorno, allo Zzu basta uno sguardo, un gesto per decidere dei destini delle persone. Così quando la mamma di Giovanni gli chiede un lavoro per il figlio, non passa neanche una settimana che viene assunto in una ditta di vigilanza. 

Giovà è un sempliciotto, uno sfigato che è passato dall’adolescenza all’età adulta rimanendo sostanzialmente lo stesso ingenuo e sprovveduto di un tempo. 

Non fa domande Giovà e non se ne fa; esegue gli ordini del suo capo, il geometra Piscitello, e negli anni la sua vita scorre tranquilla tra turni di notte e famiglia fino a quando lo Zzu lo manda a chiamare per chiedergli di indagare (discretamente) sulla sparizione di Agostina Giordano, una ragazza di cui si sono perse le tracce sulla montagna che domina la borgata. 

Lo Zzu dice e non dice, e Giovà, che ormai ha cinquant’anni, capisce ancora meno, solo che da quel momento si trova alle prese con una vicenda più grande di lui, tanto più che la picciotta si vedeva con Giampaolo, il figlio dello Zzu, un malacarne consumato dall’eroina, e che la macchina ritrovata in una scarpata del Monte Gallo è proprio quella di Agostina. Impacciato e confuso, supportato dalla sua famiglia – la madre, la sorella, la vicina di casa – che avverte il pericolo più di lui, cosa può fare Giovanni? Rivolgersi ai Carabinieri, stare zitto? Anche far finta di nulla può rivelarsi fatale. 

Roberto Alajmo ha scritto un giallo ad alta tensione, una storia a più voci perché accanto ai protagonisti si muovono, come in un coro greco, le famiglie, i vicini, la borgata. E riesce a cogliere, tra gesti e silenzi, il cuore di una città.”