Oltre la luce, di Stefania Pellegrini

Claude Monet

Come credo molti di voi sono affascinata dal fenomeno straordinario della luce e dagli effetti che produce sulla nostra vita.
Pittori come Claude Monet e William Turner hanno provato a riprodurla nei loro quadri e ci hanno lasciato, attraverso i tratti e i colori, le loro emozioni; poeti e scrittori lo hanno fatto usando le parole.
Ma pensiamo a una bella giornata di luce, all’allegria e la voglia di fare che ci risveglia; credo basti questo per farci realizzare che la luce è molto più che un fenomeno fisico.
La luce è rilevante per il nostro umore, influenza il nostro vivere e, se non ci fosse, non potrebbe esistere vita sulla terra, dalle specie animali a quelle vegetali.
La sua parola si associa all’idea di nascita, di vitalità e anche di felicità.
Non a caso parliamo di luce quando nutriamo i nostri pensieri di parole o di immagini, quando viene stimolata la nostra creatività, il nostro intelletto e ci sentiamo bene e più completi.
Di luce si parla quando si fa riferimento all’anima e alla spiritualità, oppure come segno di rinascita e resurrezione dal buio e dal peccato.
Insomma il discorso sarebbe molto ampio e non è questa l’occasione per approfondire il tema.

Qualche tempo fa, un po’ di anni direi, scrissi la poesia che vi propongo.
Fu frutto dell’ispirazione di un momento, dettata forse dal desiderio di raggiungere un’illuminazione che solo la luce può dare.

OLTRE LA LUCE

Oltre la luce andare là
dove tramonta il mare
a catturare segreti
che l’anima nasconde
nell’incontenibile bagliore
che offusca e copre l’oltre.
Andare là verso un punto
che il tutto contiene.
Assaporare la perfezione
che altri infiniti racchiude
per scoprirsi parte
del mistero che tutto avvolge.

Stefania Pellegrini

(tratta dalla raccolta “Tra le ali dei sogni”)