CHE COSA MI DICI DI UN CADAVERE IN VETRINA?

Al di là del tuo essere vegetariano, critico, in viaggio verso un modus operandi rispettoso oppure sfacciatamente onnivoro.
Al di là del tuo guardare al corpo animale come a una cosa, il tuo reificare, oppure dare al corpo e all’anima un senso, al di là.
A chi, io mi chiedo, a chi, può sembrare gustosa la vetrina del ristorante fighetto del nuovo porto-mostro che espone in mostra oggi una Bestia fatta a pezzi?
Frammenti grandi come la tua testa, le ossa in evidenza, la cassa toracica aperta, il sangue rosso.
Ti viene voglia di braciola? Te gusta mucho? Cosa ti sfrigola dentro, cosa ti cuoce in rappresentazioni dell’umano piacere? Un panorama che a me richiama – ma tanto – l’epoca in cui si girava armati di chopper a litigarsi la grotta con i lupi e gli orsi.
Il ristorante chic degli Antenati.
Gradisce, Signor/Signora?
Un po’ di Brontosauro con salsa di escrementi?
Una vacca grassa squarciata per il grido di Munch, umanità a squarciagola, che la vita è breve.

Valeria Bianchi Mian