Riceviamo e pubblichiamo con piacere questa lettera condividendone totalmente i contenuti, il mancato rispetto di talune persone verso il prossimo, gli animali e l’ambiente è un triste segnale di arroganza, decadenza morale e inciviltà che non fanno certo onore alla nostra città.

Alessandria today

Pier Carlo Lava

Gli Stradini di Cristina, di Emma Pretti

(aiutiamo chi aiuta)

Alessandria: Qualche inguaribile ottimista aveva ipotizzato che la venuta del Covid 19 avrebbe potuto anche migliorare l’atteggiamento delle persone nei confronti della vita e degli altri esseri, umani e non.

Prendere coscienza della nostra fragilità, dei nostri limiti, di quanto provvisori siamo su questa terra e nondimeno interconnessi gli uni agli altri, compresi acqua, cielo, piante e animali, avrebbe plasmato un diverso modo di sentire e di porsi di fronte alle cose. Tutto questo non è avvenuto, anzi al contrario, in alcune provincie si è registrato un aumento delle risse nei bar e di litigi, nonché una diffusa insofferenza e aggressività in auto e nei rapporti umani, il desiderio di sfogare rabbia e frustrazione anche aggrappandosi alle cose più futili.

Ad Alessandria l’ultimo fatto deplorevole ad essere registrato è un vero e proprio attacco ai danni di creature ignare e innocenti e delle volontarie (di una volontaria in particolare, Cristina) che si prendono cura di loro.

Parliamo di una colonia di gatti di strada a cui alcune volontarie si dedicano con impegno disinteressato “Sono innamorata dei gatti – afferma la signora C. e aiuto una colonia felina in difficoltà, regolarmente censita ad Alessandria. Abbiamo sempre bisogno di aiuto per sfamare e curare tanti piccini, ma troviamo intorno a noi tanta indifferenza se non irritazione” –

Come potete leggere anche nella descrizione la colonia felina è ufficialmente censita e regolarizzata dal Comune di Alessandria, che comunque se ne disinteressa totalmente, restando sordo alle richieste delle volontarie che hanno sollecitato a più riprese un cartello comunale che protegga ufficialmente la colonia (che loro sfamano e curano di tasca propria, con fatica e sacrifici.)

A maggio sono iniziati gli atti vandalici contro i poveri stradini con svuotamento di ciotole per il cibo e rovesciamento di quelle dell’acqua. 

Venerdi 2 luglio la volontaria Cristina è addirittura stata aggredita da un’inquilina del palazzo mentre rincasava dopo aver portato un gatto dal veterinario, accusandola di tenere illegalmente troppo gatti. La volontaria nel tentativo di trattenere le chiavi dell’appartamento che doveva accogliere il gatto in convalescenza, ha riportato alcuni lividi e la camicetta strappata.  Le forze dell’ordine sono intervenute e non hanno trovato nulla di irregolare nella gestione della colonia, né nel fatto che Cristina accolga in stallo momentaneamente in un appartamento il gatto bisognoso di cure. Tre inquiline del palazzo restano comunque inviperite e agguerrite contro questa azione di volontariato e minacciano di non fermarsi li.

Perché tanto livore e veleno nei confronti di creature innocenti, silenziose, fondamentalmente pulite e discrete, che grazie alla loro capacità predatoria, sono in grado di tenere a bada il proliferare di ratti e altri animali nocivi, rendendo lo spazio circostante più sano e sgombro da specie infestanti che invece, per fare un esempio, insudiciano tetti, cornicioni e monumenti?

Perché il Comune di Alessandria non sostiene il lavoro gratuito delle volontarie, offrendo loro spazi inutilizzati per mettere in stallo temporaneamente gli esemplari che sono stati sterilizzati, o hanno subito un’operazione, oppure hanno bisogno di cure? 

E i cittadini, inquilini, vicini di casa, che beneficio hanno nell’ostacolare il loro impegno? 

Aiutiamo chi aiuta, perché lo fanno anche per noi. Cristina e chi le sta accanto non si limita a sfamare i gatti, ma se ne prende cura, li porta dal veterinario se necessitano, cerca di sterilizzare quando è possibile e di farli adottare. E’ indispensabile che i randagi siano in salute; è un nostro dovere preoccuparsi di questo, e garantire che coloro che portano avanti questo impegno continuino a farlo col nostro appoggio, tutto il nostro sostegno e solidarietà. 

Il Comune di Alessandria non deve considerare questo fatto come qualcosa di marginale, futile, assolutamente insignificante, perché combattere il randagismo è un dovere delle istituzioni; sostenere chi volontariamente si prende cura di creature senza voce in capitolo, sfamandole e curandole di tasca propria, contrastando  in questo modo la diffusione di malattie infettive, è addirittura un obbligo per chi amministra la città; infine si può affermare con decisione che la comprensione verso chi aiuta gratuitamente misura il grado di civiltà e consapevolezza di una comunità.

Emma Pretti