9 luglio: Lastanzadigreta “Macchine Inutili” in concerto e Jacopo Tomatis presenta “Storia culturale della canzone italiana”. Ecco il terzo appuntamento di “E a un certo punto il rosso cambiò colore”

Venerdì 9 luglio, ore 21, presso la Galleria d’Arte Contemporanea della Fondazione Luigi Longo (Cargo21 via Baudolino Giraudi 421- Castellazzo Bormida), andrà in scena il terzo incontro della rassegna “E a un certo punto il rosso cambiò colore”, voluta, ideata e organizzata dalla stessa Fondazione per la direzione artistica di Paolo E. Archetti Maestri e Eugenio Merico. In scena Lastanzadigreta che è un collettivo di cinque musicisti torinesi che scrive canzoni e sviluppa progetti culturali.

Nel 2017 il primo album del gruppo, Creature selvagge, ha vinto la Targa Tenco per la miglior Opera Prima, scelto tra centinaia di titoli da una giuria di 200 critici musicali.

Il concerto sarà, soprattutto dedicato, all’ultimo album Macchine inutili (La Contorsionista / Sciopero Records, distribuzione Self, con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per chi Crea”), sono 13 piccole storie che con ironia e delicatezza strappano un sorriso dolceamaro, alternando personaggi di fantasia, macchine animate, super eroi della Resistenza, bambine sognanti a bambine ormai cresciute, interinali “che sfidano il vuoto occupazionale”, operatori di call center, fiori che crescono sull’asfalto di un mondo malato da riordinare e salvare. Protagonisti dei nostri giorni in cui il realismo capitalista regna imperante, dove il futuro è difficile da immaginare, dove le maglie della burocrazia imbrigliano tutto e tutti e dove il gesto d’amore più grande è pagare i contributi al proprio partner.

Macchine inutili vuole essere nel titolo un omaggio al lavoro di Bruno Munari, che alla metà del secolo scorso, nel pieno dell’industrializzazione del nostro paese, sviluppò una serie di disegni e sculture dedicati a macchine «inutili perché non fabbricano, non eliminano manodopera, non fanno economizzare tempo e denaro, non producono niente di commerciabile»; non sono altro che «oggetti mobili colorati da guardare come si guarda un complesso mobile di nubi dopo essere stati sette ore nell’interno di un’officina di macchine utili». Queste macchine che in apparenza non servono a nulla, nella prospettiva di Lastanzadigreta, sono molto simili alle canzoni. Se l’album precedente, Creature selvagge, muoveva dall’idea della creatività come dote – appunto – «selvaggia», da domare e concretizzare nelle «piccole» canzoni attraverso il lavoro collettivo, il fare musica insieme, l’insegnamento e la presa in cura, Macchine inutili parte invece dalla riflessione sulla funzione delle canzoni nel mondo contemporaneo. Dove l’«inutilità», naturalmente, è tale solo se misurata sui valori dominanti del profitto e dell’individualismo: essa rappresenta invece l’ultima forma di resistenza, l’essenza stessa della possibilità di fare una musica (e un’arte) che abbia ancora una valenza civile, sociale e politica. Un messaggio che è oggi particolarmente attuale, con il mondo della musica e della cultura fermo da mesi proprio perché «inutile», superfluo; e che costringe a interrogarsi su che cosa vogliamo veramente salvare del mondo che abbiamo costruito, che cosa vogliamo sopravviva per il futuro – prossimo o remoto che sia.

Questo collettivo di artisti e musicisti torinesi è composto da Alan Brunetta – marimba, vibraphonette, glockenspiel, percussioni, tastiere, voce – Compositore, percussionista, diplomato presso il Conservatorio di Torino. All’attività di didatta e turnista affianca l’attività di compositore di musica da film, per produzioni italiane e internazionali. Le musiche originali per i film Ulysses: A Dark Odissey e The Repairman sono uscite per Sciopero Records. Leonardo Laviano – voce, chitarre acustiche, percussioni – Autore, scrittore, cantante, si occupa di comunicazione e grafica in ambito musicale e non, collaborando con numerose realtà in Italia e in Europa. Flavio Rubatto – percussioni, theremin, didjeridoo, tastiere, kalimba, voce – Compositore, polistrumentista, didatta ed educatore professionale, si occupa soprattutto di musicoterapia; ha scritto musica per audiovisivi, per installazioni e per la danza. Umberto Poli – chitarre elettriche, cigar box, voce – Autore e chitarrista, didatta, giornalista, ha collaborato come turnista con numerosi gruppi, e porta avanti progetti dedicati al rock, al blues (Gospel Book Revisited) e alla divulgazione musicale. Jacopo Tomatis – mandolini, synth, giocattoli, voce – Musicologo, giornalista, redattore del giornale della musica, insegna Popular Music al DAMS di Torino e nei conservatori di Milano e Pescara. È direttore artistico del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana. In questa occasione, oltre a suonare con la band, presenterà anche il suo libro Storia culturale della canzone italiana (Il Saggiatore, 2021), che ripercorre i generi e le vicende della popular music in Italia ribaltando la prospettiva: osservando come la cultura abbia pensato la canzone, quale ruolo la canzone abbia avuto nella cultura e come questo sia mutato nel tempo – dal Quartetto Cetra agli urlatori, da Gino Paoli al Nuovo Canzoniere Italiano, da De Gregori a Ghali. Con la consapevolezza e l’ambizione che fare una storia della canzone in Italia non significa semplicemente raccontare la musica italiana, ma contribuire con un tassello importante a una storia culturale e politica del nostro paese (e questo sarà il focus sul qualche si concentrerà la presentazione moderata da Margherita Bassini e Paolo E. Archetti Maestri). Del resto, quando parliamo di musica non parliamo mai solo di musica. Ricordiamo che nell’ambito della rassegna – nata per commemorare il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano – saranno sempre visibili le mostre di Tono Zancanaro (1906 – 1985) e 1921 – 2021 Cento anni in Piazzetta Rossa. Segnaliamo anche che, nell’ambito della rassegna, dai primi di settembre, nei suggestivi locali della chiesa di Santo Stefano, nel paese di Castellazzo, si inaugurerà la mostra grafica antologica di Ivano A Antonazzo.

Inizio degli spettacoli ore 21.00, con ingresso libero fino a esaurimento posti (info ai numeri telefonici 3383285336 – 3457395242 oppure mail segreteria@fondazioneluigilongo.it). Gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative Covid in fatto di sicurezza, sanificazione e distanziamento. Gli spettacoli e gli incontri si terranno quasi tutti al coperto e dunque si andrà in scena anche in caso di maltempo, segnaliamo. Vi aspettiamo numerosi. Si (ri)parte!