– Il Fatto Quotidiano

L’ Ocse fa i conti dei danni inflitti dalla pandemia al mercato del lavoro dei paesi membri. Dal rapporto sull’occupazione 2021 emerge come tra i 37 paesi membri si siano persi 22 milioni di posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione, seppur in lieve calo, rimane in media al 6,3% vale a dire l’1.3% in più rispetto al febbraio 2020.

A livello globale la voragine occupazionale è di 114 milioni di impieghi. Solo pochi paesi hanno recuperato, o stanno per farlo, i livelli di occupazioni precedenti la pandemia. Tra questi la Nuova Zelanda, l’Australia, il Giappone, la Polonia, la Germania, la Grecia e la Corea del Sud. Per l’Italia la Francia bisognerà attendere fino alla seconda metà del prossimo anno, in linea con le indicazioni dell’intera area euro.

Giovani più colpiti ovunque – “I giovani sono stati particolarmente colpiti dalle devastazioni della crisi”, scrive l’Ocse spiegando che “le ore lavorate dai giovani sono diminuite di oltre il 26%, quasi il doppio della caduta osservata tra adulti e anziani (15%).

Questo perché molti giovani, spesso “impiegati in settori duramente colpiti” con “contratti precari hanno perduto il lavoro”, mentre quelli che stavano per accedere al mercato del lavoro dopo aver terminato gli studi “hanno faticato a trovare lavoro in un contesto di posti vacanti limitati”.

Di conseguenza, il tasso di persone senza lavoro, istruzione o formazione (Neet) è aumentato dall’inizio della pandemia. L’organizzazione segnala come il coronavirus abbia anche “accentuato le divisioni economiche e sociali” ma conclude con una nota di ottimismo: “La portata senza precedenti del sostegno statale per rilanciare e rinvigorire le nostre economie è un fonte di speranza”

Sorgente: Ocse: “Nel mondo persi 114 milioni di posti di lavoro per la pandemia. Giovani i più colpiti”. Italia recupererà solo a fine 2022 – Il Fatto Quotidiano