Anche in provincia preoccupano la riduzione delle precipitazioni e gli eventi estremi

Caldo: con +1,5 gradi nelle campagne è

emergenza insetti alieni e colture in stress

 Serve una strategia complessiva per preservare biodiversità e patrimonio produttivo

Con una temperatura superiore di 1,5 gradi alla media storica l’estate 2021 si classifica fino ad ora dal punto di vista climatologico come la seconda più calda in Europa ed al quarto posto a livello mondiale.

E’ quanto emerge dall’elaborazione Coldiretti su dati Copernicus relativi al mese di giugno 2021 dalla quale si evidenzia una preoccupante riduzione delle precipitazioni.

Si conferma così la tendenza al surriscaldamento con il moltiplicarsi peraltro di eventi estremi che hanno pesanti effetti sulla vita delle persone ma anche sulle attività produttive come l’agricoltura.

Per effetto dei cambiamenti climatici la produzione di frutta estiva ha subito cali nei raccolti stimati pari al 35% per le albicocche mentre per le pesche e nettarine si stima il raccolto più basso degli ultimi 30 anni con una produzione inferiore di quasi il 20% a quella già molto bassa dello scorso anno.

L’afa e la prolungata mancanza di pioggia, infatti, stanno seccando la terra, svuotando le spighe, scottando la frutta e la verdura nei campi e provocando stress negli animali nelle stalle con il crollo della produzione di latte. In sofferenza per le alte temperature tutti i settori: dagli ortaggi alla frutta, dal mais alla soia, pomodoro e cereali. Il balzo della colonnina di mercurio sta favorendo anche il diffondersi degli insetti fastidiosi per gli uomini e dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica, la Popilla japonica o la Drosophila suzuki particolarmente temuti dai produttori ortofrutticoli.

“Con il caldo si sta verificando una vera invasione di sciami di moscerini della frutta. Oltre alla cimice asiatica è allarme per anche la famigerata Popillia japonica che si sta diffondendo in maniera sempre più massiccia e incontrollata. Abbiamo sollecitato il Servizio Fitosanitario della Regione per capire cosa è possibile fare in concreto per fronteggiare un problema che ha già causato danni economici molto rilevanti sul nostro territorio – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Questo coleottero è dannosissimo, è in grado di colpire tutte le specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti, alle colture orticole di pieno campo. I rischi maggiori sono per il mais, pesco, melo, vite e soia”.

L’invasione di insetti alieni impone una strategia complessiva contro le numerose e incontenibili malattie delle piante per non mettere a repentaglio l’intero patrimonio produttivo: poiché arrivano attraverso le frontiere colabrodo dell’Ue è necessaria una tempestiva quanto efficace azione di prevenzione e contenimento.

“La Popillia japonica è solo l’ultimo degli insetti alieni che minacciano la biodiversità del territorio. Purtroppo, – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – negli ultimi dici anni abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di specie straniere che si diffondono nei nostri territori perchè non hanno antagonisti naturali che invece trovano nei loro paesi d’origine. Di fronte a questo fenomeno sono strategiche la prevenzione, le segnalazioni degli agricoltori e l’intervento tempestivo dei servizi fitosanitari. Insieme al cambiamento climatico, sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea, con frontiere che lasciano passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Risultato di una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici in Europa senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati”.

 

 

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