“Ti aspettavo, sei passato. È stato bellissimo.”

Ero felice.

Improvvisamente una luce mi abbaglia arrogante.

Non vedo più nulla, il flash rimane impresso nei miei occhi.

Lo stomaco mi fa male, comincia a muoversi come il mare in burrasca.

A tastoni arrivo in bagno, mi accascio a terra accanto al water, proprio lì dove alcune bestie mi voglio vedere.

Il sudore freddo mi bagna le mani, e il mare ormai incontenibile esce dalla mia bocca.

Ho i brividi, conosco bene chi sta arrivando a farmi visita.

A fatica mi alzo da terra e mi specchio, sono pallida come la morte, con un po’ di forza mi sciacquo il viso.

Ed eccolo! Sapevo sarebbe arrivato, come uno scultore munito di martello e scalpello crea la sua opera dal marmo, lui con i medesimi attrezzi, crea il mio dolore nel cranio.

Sto male.

Apro la scatola dei farmaci che innumerevoli luminari mi hanno prescritto.

Tremo. Spacco una confezione, poi cerco quell’altra e me ne serve una terza ancora.

Le butto tutte dentro di me con un sorso d’acqua.

Svengo stremata sul letto, tra il silenzio delle tenebre e lì resterò per qualche giorno.

Ti chiedi ancora perché voglio vedere il tramonto?

Nicoletta Zappettini