“IL BASTONE DELLA VECCHIAIA”

Come ogni giorno, sono seduta su una panchina al parco, sto leggendo un libro e ogni tanto mi fermo a pensare a ciò che voglio scrivere per allietare i miei lettori.
Come ogni giorno vedo arrivare una coppia di anziani, lui col bastone in una mano e con l’altra tiene la mano di lei. Camminano lentamente e penso che devono essere ancora tanto innamorati se si tengono ancora per mano e si siedono dall’altra parte del viale sulla panchina di fronte a me.
Suscitano in me una grande tenerezza, presumo la loro età, sui novant’anni.
Lei piccola e minuta, ma molto ben vestita e curata nell’aspetto. In giovane età deve essere stata una persona vivace che comandava a bacchetta.
Lui alto, ancora bello, con occhi blu, ben rasato, con la sua pacatezza si rivela una persona distinta , fa ancora la sua bella figura.
Discutono animatamente e lei quasi petulante lo incalza con piccoli rimbrotti.
Lui paziente, a volte le risponde, ma più delle volte alza gli occhi al cielo, scegliendo il silenzio, ogni tanto mi fissa e io solidale gli sorrido.
Mi torna in mente il percorso della mia vita e con rammarico penso che noi giovani non siamo più capaci di tenerci vicino e per così tanto tempo la persona che amiamo.
La fretta di vivere ha fatto il suo percorso ora mi ritrovo sola.
Quasi li invidio per questo meraviglioso sentimento che li unisce.
È tardi e mi appresto ad andare via, saluto educatamente , m’incammino.
Ma una voglia di esprimere a voce la simpatia che provo nei loro confronti mi fa tornare indietro.
Mi avvicino e scusandomi di intrufolarmi nella loro intimità, esprimo la mia solidarietà per la loro bella coppia, ed esclamo : Siete due persone eccezionali e vi ammiro, penso che vi amate come il primo giorno, ho visto come Vi tenete teneramente per mano e questo gesto fa di Voi una coppia speciale !…
Al che risponde lei con una voce che mi ghiaccia le vene : Signorina, si sbaglia di grosso, noi non ci amiamo più, ci odiamo a morte, ma ci sosteniamo tenendoci per mano per non cadere per terra ! . . .

Di Rosa Cozzi
Da “Storie di amori, delitti e di risate”
DL. 1941