Lipari-Milazzo, aliscafo  delle 7,40, di Franco Galliani

Racconti di viaggio 

Di fuoco e di mare.

Scriverò e posterò,  oh se postero’. Ma ora dall’aliscafo delle 7.40 voglio scrivere qualcosa di diverso, a cui aggiungerò quando e se avrò tempo e voglia:

Privo di particolari solitudini,

Rimandabili le inquetudi,

Messe nel cassetto 

come lettere di creditori

 – bollette dell’anima da pagare- ; vorrei trovare 

Le parole per dire

Di questo sole pieno, 

Di quella cappa pesante,

Che le mani trovavano 

Sulla schiena, oh meraviglia 

Che si ripete. Dell’orecchio 

Al boato, delle pietre che 

La terra scaglia contro al cielo. Dell’avidita – io ricco di tutto – di riempire, riempire e 

Riempire gli occhi e del sogno di scolpire nel cuore almeno una di quelle immagini. La voglia,

L’ansia di salire, e andare e percorrerle queste terre, di sentire il peso di queste salite, di annusarne i profumi e di – perché no?- cercarne

Le ombre e l’abbraccio 

Del mare.

Vorrei dire di sorrisi, di storie svelate, di vite raccontate in cinque frasi.

Di complicità da angeli.

Vorrei dire di parole allegre, di parole gentili, di bagni e granite. Del nostro breve, casuale percorso.

Siamo lapilli

Scagliati

Dal vulcano. 

Come sempre.

È una prima stesura di brutta,  ma mi sa che la lascio così. 

Titolo: lipari-Milazzo, aliscafo  delle 7,40.