Chiara Dentone Medico: SARS-CoV-2 come tutti i virus ad RNA è soggetto a mutazioni indipendentemente dalla pressione vaccinale

Intervista alla dott.ssa Chiara Dentone, Dirigente medico presso la clinica malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, a cura di Pier Carlo Lava.

C’è chi sostiene che non si vaccina durante una pandemia, lei cosa ne pensa?

Dipende dal contesto.  Il vaccino anti SARS-CoV-2 è arrivato in un momento in cui si era in piena seconda ondata ed ovviamente gli effetti del vaccino non sono stati visibili nell’immediato. All’inizio di questa campagna di prevenzione, avendo vaccinato le fasce di età più a rischio ed i pazienti ultravulnerabili e vulnerabili si è cercato di preservare da COVID-19 grave pazienti a rischio; questo è stato riscontrato nella riduzione delle ospedalizzazioni in queste categorie di soggetti. Pertanto io sono stata e sono favorevole ad aver iniziato la campagna vaccinale in questo contesto. 

Alla luce di quanto succede in Inghilterra con i contagi che erano quasi azzerati e ora sono tornati a risalire con la variante Delta predominante, non le sembra un po prematura a decisione del nostro Governo di abolire l’uso della mascherina all’aperto?

In questo momento in Italia abbiamo dati differenti rispetto agli inglesi con dati di incidenza più bassi e tassi di positività allo 0.8%. L’uso della mascherina all’aperto in questo momento epidemico e con l’aumento della percentuale di soggetti vaccinati può non essere necessario. Rientra in quel contesto di rischio calcolato che bene il Governo ha gestito da questo fine aprile 2021. 

In Inghilterra c’è un’alta percentuale di vaccinati ma solo con una dose e quindi con una copertura parziale è stato un errore la decisione di ritardare la seconda per correre con la prima ritenendo che bastasse?

Nel contesto inglese a fine 2020 ed inizio 2021, se ben ci ricordiamo, con un alto numero di decessi e di ospedalizzati la vaccinazione con 1 dose è stata una strategia perseguibile per cercare di ridurre il numero di ospedalizzati e/o pazienti con malattia grave. E’stata una strategia per far fronte ad una necessità epidemiologica. 

L’indicazione con la quale ogni vaccino è stato approvato e la scheda tecnica va rispettata per avere le alte percentuali di efficacia stimate e pubblicate a livello scientifico

Quanto sono efficaci gli attuali vaccini contro le nuove varianti ad esempio la Delta e altre?

I dati riportati in letteratura scientifica e dai report l’efficacia è molto alta, oltre l’80%

C’è chi sostiene che con i vaccini gli anticorpi possono creare le varianti, lei cosa ne pensa?

Il virus da SARS-CoV-2 come tutti i virus ad RNA è soggetto a mutazioni indipendentemente dalla pressione vaccinale.  

Pare che i vaccinati con due dosi se contagiati dalla variante Delta non vengano colpiti in modo grave, lei cosa ne pensa?

E’il razionale della vaccinazione anti SARS-CoV-2, come per le altri varianti. Questo è quello che ci aspettiamo ed è l’obiettivo delle vaccinazioni: ridurre le percentuali di soggetti che sviluppino la malattia grave, ridurre le ospedalizzazioni e ridurre i decessi 

Cosa prevede oggi in Italia la terapia a domicilio anti Covid?

Oltre a quanto conosciamo già e che è stato utilizzato nelle precedenti ondate, auspico che arrivino farmaci sempre più focalizzati sul virus e non sulle conseguenze che esso provoca; mi riferisco agli antivirali per via orale da poter usare al domicilio nelle fasi precoci di infezione

Recentemente sono stati annunciati cinque farmaci anti Covid lei cosa ne sa in merito?

Si sono farmaci immunosoppressori ed anticorpi monoclonali. Questi ultimi li stiamo già usando molto bene nelle fasi precoci di infezione, attualmente vengono somministrati per via endovenosa in regime ospedaliero, ma ne stanno per arrivare di altri da somministrare per via sottocutanea e questo potrebbe agevolare le somministrazioni anche domiciliari. Inoltre stanno arrivando dati scientifici in merito a terapie con anticorpi monoclonali usati come profilassi post esposizione al virus, per agire ancora più precocemente prima che il virus sia entrato nell’organismo. 

Entro settembre in Italia si dovrebbe arrivare vaccinare l’80% della popolazione, quindi che autunno dobbiamo aspettarci sul fronte Covid, meglio di quello del 2020, oppure no?

Con delle percentuali di vaccinazioni elevate si riduce notevolmente il rischio di avere persone con malattia grave. Pertanto penso che un quadro di pazienti ospedalizzati e decessi con i numeri di ottobre- novembre 2020 non avvenga. Sicuramente il virus non sparirà cosi rapidamente e facilmente. Aspettiamo anche i dati di durata della copertura vaccinale per poter avere numeri sempre più precisi.