Si trasmette lo studio realizzato dalla UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio e il commento del Segretario Generale UIL Alessandria Aldo Gregorio sulla decurtazione subita dalle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori beneficiari di cassa integrazione, nei primi cinque mesi dell’anno.

COMUNICATO STAMPA

Commento all’Analisi UIL sull’alleggerimento delle buste paghe a seguito delle ore di cassa integrazione

Aldo Gregori, Segretario generale UIL Alessandria: “I dati che emergono dallo studio compiuto dalla UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio evidenziano come il portafoglio di molti italiani sia diventato più leggero durante i primi cinque mesi dell’anno in corso, da gennaio a maggio 2021, a causa della cassa integrazione dovuta al Covid 19.

L’analisi UIL che ha elaborato i dati INPS certifica come i lavoratori dipendenti messi per l’intero periodo dei 5 mesi in cassa integrazione a zero ore siano passati da una retribuzione lorda di 20980 euro a 16943 euro (retribuzione netta da 16810 a 13625 euro). Questo significa che la perdita netta di liquidità si attesa sui 3185 euro, una cifra importante che è stata persa rispetto allo stipendio pieno”.

Il Piemonte è tra le regioni che hanno fatto maggior ricorso alla cassintegrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e FIS o fondi di solidarietà bilaterale.

Ricordiamo inoltre che i pagamenti delle ore di cassintegrazione, specie quelle non erogate direttamente dall’INPS, arrivano con mesi di ritardo e questa è un’ulteriore problematica che i dipendenti accusano”.

Come UIL – continua il Segretario Generale della UIL di Alessandria – la nostra attenzione resta alta per evitare inoltre abusi sui licenziamenti.

I beneficiari della cassa integrazione sono aumentati di 11 volte.

Aldo Gregori: “Sono tante anche le crisi aziendali sul territorio che abbiamo continuato a raccontare in questi mesi, come la questione dei lavoratori della Cerutti di Casale Monferrato. Abusi sui licenziamenti non sono tollerabili. Ricordiamo che l’impegno unitario dei sindacati CGIL, CISL e UIL a favore del blocco dei licenziamenti ha scongiurato una crisi sociale totale senza precedenti.

Il blocco dei licenziamenti nel periodo da marzo 2020 a febbraio 2021 ha salvato 330 mila posti di lavoro, secondo il Rapporto Annuale INPS. La retribuzione media annua dei dipendenti è scesa da 24140 euro nel 2019 a 23091 nel 2020: il calo è stato quindi pari al 4,3%”.