Massimo Sartelli. Medico: SE NON ORA QUANDO?

Seppure con numeri assoluti ancora piccoli rispetto ad altri paesi, anche nel nostro paese la variante delta sta iniziando a farsi sentire. Giorno dopo giorno, i casi stanno aumentando, e anche qui probabilmente la variante delta diventerà dominante.  L’obbligo vaccinale, se non per i sanitari o per gli operatori della scuola su cui anche io sarei d’accordo, non penso sia una opzione percorribile e quindi è inutile discuterne. L’idea di una convivenza “pacifica” con il vaccino che dia contagi e meno ospedalizzazioni e decessi la vedo  molto poco lungimirante e rischiosa per lo sviluppo di varianti. Cosa fare allora?

Insistere sulla campagna vaccinale intercettando gli incerti.

Anche se nessun vaccino è in grado di proteggere al 100%, tantomeno dal contagio, i dati indicano che la vaccinazione riduce drasticamente la probabilità di sviluppare forme severe del Covid-19. Prioritario è naturalmente coprire soprattutto la parte più fragile della popolazione, intercettando con comunicazione adeguata, che focalizzi sul beneficio e non sull’obbligo, e interventi attivi quei due milioni e mezzo di over 60 ancora non vaccinati. 

Irrigidire le regole per ottenere il green pass e limitare attività e luoghi senza di esso.

L’esempio francese ci indica che si possono modificare le regole per ottenere il green pass italiano. Da una parte si può posticipare il rilascio dopo la seconda dose invece che dopo la prima (poiché con una sola dose la copertura è solo parziale), e dall’altra parte definire attività e luoghi per i quali il green pass potrebbe essere necessario.

Incentivare il tracciamento dei casi.

Ora che i numeri più bassi lo rendono più semplice dovrebbero essere implementati il tracciamento dei positivi, circoscrivendo i focolai, ed il sequenziamento del virus.

Irrigidire i controllo per l’uso delle mascherine negli assembramenti.

L’uso delle mascherine all’aperto potrebbe essere più controllato. In molti casi, all’aperto, la regola di indossare la mascherina in condizione di assembramento viene ignorata. In questo caso, oltre a fare affidamento sul buon senso delle persone, si potrebbero irrigidire i controlli.

Limitare i viaggi di vacanze in quei paesi o regioni con alta incidenza di variante delta, irrigidendo le quarantene per chi rientra da quelle zone.

La variante delta è già in Italia da tempo e in ogni caso sarà impossibile anche in futuro prevenire l’arrivo e la diffusione di specifiche varianti. Tuttavia, è più facile contagiarsi in quei paesi (o in quelle regioni) in cui la circolazione virale è più alta, così come è accaduto nella stagione estiva 2020. Si potrebbe pensare ad una specifica e adeguata misura di quarantena per chi rientra in Italia dai paesi dove la variante delta è più diffusa.

Preparare scuole veramente sicure

Per evitare ai nostri ragazzi altri periodi di DAD, utilizziamo queste settimane per trasformare le nostre scuole in ambienti sicuri, con aule ampie e con ricircoli d’aria, riorganizzando i trasporti scolastici in previsione di una riapertura a settembre.