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I social sono voci di popolo? Può darsi che di questi tempi, dove la comunicazione sociale è profondamente cambiata, sia davvero così. Un tempo, come diceva il grande Umberto Eco, per ascoltare certi moralizzatori o personaggi del “So tutto io” bisognava andare nei bar o dal parrucchiere di fiducia. Ora con la globalizzazione mediale non c’è alcun distinguo e molti si ergono a giudici o a depositari della verità assoluta con il solo potere della tastiera.

La crisi dei social è evidente: chi sperava che con tale strumento si sarebbe creata una grande comunità da cui attingere qualità e crescita relazionale sarà rimasto tremendamente deluso. Dai social si ricava poco o niente, a meno che non posti qualcosa di stupido, di melenso, allora vedrai quanti “amici” al seguito otterrai.

Sui social abbondano frasi al veleno che rappresentano, ahimè, una triste fotografia di quanto il mondo reale si sia impoverendo dei valori autentici della solidarietà, amore per il prossimo, cortesia e rispetto.

Virtuali quanto si vuole, i social sono lo specchio della realtà più di quanto si pensi; in qualche modo sono rivelatori di certi comportamenti che nella vita di tutti i giorni sarebbe difficile da percepire: scopritori del protagonismo dell’anonimato, fucine di eroi da tastiera che non hanno nulla di significativo da raccontare della propria vita se non quella degli altri a colpi di falsa rappresentazione.

Ecco di seguito un catalogo di reazioni “social” estrapolato dai gruppi di vario genere:

“Hai scritto un libro? E chissenefrega!”

“Componi canzoni? E chissenefrega!”

“Hai realizzato un blog? E chissenefrega! Perché mai questa notizia dovrebbe interessarci?”

“Sei un poeta? E chissenefrega! Ce ne sono tanti in giro. L’Italia ne è piena.”

“Hai postato questa foto? E chissenefrega! Sarà sicuramente ritoccata.”

“Sei malato e vorresti un “mi piace” sulla tua foto? E chissenefrega! Sarà un’altra catena di Sant’Antonio.”

“Hai ottenuto una promozione? E chissenefrega! Sarai un raccomandato come tanti altri.”

“Il tuo cagnolino è morto? E chissenefrega! Sapessi io quanto mi senta solo.”

“Hai scritto questi versi? E chissenefrega! Un altro che vuole farsi pubblicità!”

“Ti sei vaccinato? E chissenefrega! Tanto non servirà a niente.”

“Hai il covid? E chissenefrega!…”